LATTE MATERNO SANO E SICURO

Ad Haiti come in altre emergenze, i sostituti in polvere possono rivelarsi letali per i bambini. Il rischio? Le scarse condizioni igieniche, i batteri e l’acqua non potabile
di Luisa Mondo, epidemiologa

In seguito alla catastrofe di Haiti arrivano varie richieste di aiuto, tutte animate dalla voglia di dare una mano, ridurre il danno e il dolore. Ma una di queste richieste, in particolare, può essere pericolosa: la fornitura di latte artificiale. «Le donazioni di latte in polvere durante una situazione di emergenza possono aumentare il tasso di mortalità dei bambini piccoli, mentre la gente vorrebbe fare del bene», ha detto Anne H. Vincent, direttrice di Sanità e Nutrizione, Unicef Indonesia Jakarta Post.

I bambini allattati al seno hanno una provvista di cibo sano e sicuro, non sono esposti ai batteri che causano malattie e ai parassiti che possono contaminare le scorte d’acqua, ricevono anticorpi e altri fattori di difesa che aiutano a prevenire le malattie. Invece, nell’impossibilità di ricostituire il latte in polvere con acqua potabile, di sterilizzare gli strumenti per la sua somministrazione, di portarlo alla giusta temperatura, si rischia di far danni molto gravi.

Nonostante le intenzioni di chi fornisce il latte in polvere siano buone, manca la consapevolezza che tali donazioni possono fare più male che bene laddove mancano sia le infrastrutture di base sia le condizioni igieniche necessarie per ridurre i rischi legati alla preparazione di tali prodotti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che la somministrazione di sostituti del latte materno a una minoranza di bambini non interferisca con la protezione e promozione dell’allattamento al seno della maggioranza: anche in condizioni di moderata malnutrizione, mamme e nutrici sono in grado di produrre un latte perfetto.

Nessun tipo di emergenza giustifica la distribuzione su ampia scala di latte artificiale. In ogni caso, al fine di poter assicurare il nutrimento necessario anche ai bambini rimasti orfani, i prodotti devono essere etichettati in modo comprensibile dalla popolazione beneficiaria in modo da poter preparare in maniera adeguata e sicura il pasto del bambino.

* epidemiologa, 43 anni, Torino

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