Febbre

Ma quanto deve essere la temperatura corporea?
Bella domanda! Dipende…
Vediamo un po’: se misuriamo il peso di un adulto, a distanza di un lasso di tempo ragionevole (diciamo una settimana), troveremo più o meno sempre lo stesso dato; magari potrà variare di qualche etto a seconda se ha mangiato abbondantemente o se è andato al bagno, ma insomma sarà un dato costante e affidabile e potremo dire quella persona pesa tot Kilogrammi. Lo stesso vale per un bambino grandino, che non cresce a vista d’occhio come un lattante di poche settimane. Ma se noi misuriamo la temperatura del corpo di quella stessa persona, ecco le cose si complicano un po’. Una cosa in comune con il peso c’è sempre: ogni individuo ha, in condizioni normali, una temperatura corporea diversa (seppur leggermente) da quella di altri individui della stessa età, dello stesso sesso ecc. Per il resto è tutto diverso.
Dove, come, quando. Intanto la temperatura dipende da dove viene misurata: più la misuriamo “internamente” e più sarà alta (in bocca, nel culetto o nell’orecchio è più alta che all’inguine o sotto l’ascella; se poi la misurassimo alla punta delle dita delle mani o dei piedi, la troveremmo bassissima); il fatto è che il nostro corpo si scalda dall’interno e si raffredda via via che viene a contatto con l’atmosfera. Poi dipende da quando viene misurata: la sera e la notte è in genere più alta che nelle prime ore del giorno. Infine dipende da come viene misurata: se usiamo uno strumento “lento” otterremo la temperatura media di un periodo più lungo (e quindi un valore più vicino a quello reale), se invece ne usiamo uno “veloce” otterremo la temperatura di quell’istante che, per motivi contingenti potrebbe essere più alta o più bassa di quella che c’è stabilmente. Per tutti questi motivi, a volte, è difficile dire se un bambino ha la febbre o non ha proprio niente, se la mamma, magari di sera, magari nell’orecchio, ha misurato un 37,5° C.
Regole pratiche. Perciò conviene stabilire qualche regola: le “febbrette” o, come dicono alcuni, le “alterazioni” (37,2 e giù di lì) contano meno di niente, perciò se avete trovato più di una volta un valore del genere, fate la cosa più intelligente: smettete di misurare la temperatura! Conta di più il bambino del termometro: un bambino che ha 40° C e corre e salta per casa, sicuramente non ha una malattia importante; conviene prestare più attenzione a un bambino che ha soltanto 38° C, ma non vuole alzarsi e passa tutto il giorno a letto. Usiamo pure il termometro (dopo aver letto attentamente quanto è scritto a pag 22, mi raccomando!), ma affidiamoci di più all’istinto di genitori: una mano sulla fonte e uno sguardo attento a nostro figlio possono darci più informazioni di un grafico della temperatura come quelli che si vedono sulle cartelle cliniche dell’Ospedale.
Vincenzo Calia, direttore di UPPA, direttore@uppa.it

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