Allattare non è solo alimentare

Mamma = Mammifero: tutti i mammiferi dopo il parto producono latte per alimentare i propri cuccioli. Il nostro corpo produce latte, tutti i corpi femminili producono latte, ma i nostri corpi sono fatti anche di anima e testa e se una donna non riesce ad allattare ci sono ragioni importanti che comunemente si ritrovano in questioni emozionali e non fisiche.
La mancanza di sostegno e d’informazioni adeguate o d’informazioni contrastanti può impedire al latte di fluire.
Spesso succede ancora in ospedale, dove le madri ricevono le primissime informazioni: “con quei capezzoli non potrai mai allattare”, “attaccalo cinque minuti per seno”, “non è capace di attaccarlo le faccio vedere io come deve fare”, “non vede che così lo fa morir di fame”!
Tutti questi consigli nella maggior parte dei casi non richiesti, non aiutano nessuna mamma, si trasformano in un senso di fallimento, di rabbia: ma come, tutte possono allattare ed io no? Non sono una brava mamma?
A casa poi ci si sente sole, ci si sente sopraffatte da tutto questo, il bambino piange ed io non ho latte perché altrimenti non piangerebbe. E allora arriva l’aggiuntina, “magari la sera così dorme di più e lei può riposare Signora”. E aggiuntina dopo aggiuntina l’allattamento al seno finisce.
Ibu Robin Lim dice “una donna che non ha allattato è una donna che è stata lasciata sola”: allattare non sempre è facile, non sempre è poesia, non sempre è uno scorrere placido, ma gli intoppi, le crisi si possono superare con le informazioni corrette e il giusto sostegno.
Siamo abituate a ragionare, ma forse siamo più stupide di quello che crediamo e ci complichiamo la vita negando i nostri istinti; alle mamme si dovrebbe ricordare ancora in gravidanza, che allattare non è solo alimentare, non è orari o bilance, che il latte materno non è solo alimento, ma è amore, comunicazione, appoggio, calore, accoglimento.
Per molti questa è retorica, ma solo così può funzionare l’allattamento; solo ponendoci in ascolto del nostro bambino, solo tenendolo accanto a noi, annusandolo, continuando a essere un tutt’uno con il lui, trascurando tutto il resto: questo non significa trasformarsi in mucche o fattrici, ma prestare attenzione solo al miracolo che noi stesse abbiamo creato.
E quando arriva l’intoppo, la difficoltà ricordiamoci che la parola d’ordine è pazienza, restiamo con il nostro bambino, non separiamoci da lui, limitiamo le interferenze non richieste, piuttosto creiamoci una rete di sostegno e cerchiamo la condivisione di queste esperienze. Cerchiamo i gruppi di sostegno, le associazioni che si occupano di allattamento e chiediamo.
E se poi non fa per me? Una collega, ma soprattutto una cara amica mi ricorda sempre che tutte le donne possono allattare, ma allattare non è per tutte le donne.
Doula – Consulente Allattamento IBCLC Georgia
tratto da:

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