Le coliche nel bambino allattato al seno

Autore: Dott. Jack Newman MD FRCPC

Titolo originale: “Colic in the breastfed baby”

Le coliche nel neonato sono uno dei misteri della natura. Nessuno sa per certo cosa siano realmente, ma le opinioni abbondano. Nella situazione tipica il bambino inizia ad avere periodi di pianto inspiegabile due o tre settimane dopo la nascita. Questo fenomeno si verifica per lo più la sera e può andare avanti per tre mesi o anche più. Quando il bambino piange è spesso inconsolabile, ma se viene preso in braccio e cullato oppure portato per un giro in automobile sembra calmarsi temporaneamente. Per essere definito “colicoso” ossia soggetto a coliche, è necessario che il bambino stia aumentando regolarmente di peso e sia in buona salute. Il termine colica è spesso utilizzato per qualsiasi comportamento irrequieto o frignoso del bambino, tutto sommato è anche corretto perché non sappiamo per certo che cosa sia. Non c’è una cura vera e propria per le coliche: vari rimedi, sia farmacologici sia comportamentali sono stati d’aiuto ma niente è provato scientificamente. E’ ammesso che tutti conoscono qualcuno il cui bambino è stato curato dalle coliche con un determinato rimedio. E’ inoltre ammesso che quasi tutti i rimedi funzionano anche se per un periodo breve. Le coliche nel bambino allattato al seno. A parte le coliche che possono prendere qualunque bambino ci sono tre occasioni nei bambini allattati al seno che possono determinare un comportamento frignoso o “colicoso”. Si ribadisce il fatto che il bambino stia crescendo bene e che sia in buona salute. Offrire ambedue le mammelle ad ogni poppata Il latte materno cambia durante la poppata. Uno dei modi in cui cambia è il seguente: all’inizio della poppata il latte è più leggero, man mano che va avanti diventa più ricco di grassi. Se il bambino viene cambiato da una mammella all’altra prima che abbia potuto prendere il latte più denso, prende meno grassi. Di conseguenza il bambino prende meno calorie e mangerà più frequentemente. Se il bambino prende una grande quantità di latte meno denso (per far fronte al ridotto numero di calorie) sarà più propenso a rigurgitarlo. Lo stomaco, a sua volta, si svuota più rapidamente e una grande quantità di lattosio si riversa nell’intestino. La proteina che digerisce il lattosio, cioè il lattasio,  non potrà far fronte ad una tale quantità di lattosio tutto di un colpo e il bambino potrà avere dei sintomi d’intolleranza al lattosio cioè pianto, flatulenza e scariche esplosive di consistenza semiliquida e colore verdognolo. Questo può accadere anche durante una poppata. Questi bambini non sono intolleranti al lattosio. Hanno un problema con il lattosio perchè le informazioni riguardo l’allattamento al seno che le loro mamme hanno ricevuto sono sbagliate. Questa non è una ragione per abbandonare l’allattamento al seno per un latte artificiale a basso contenuto di lattosio. Cosa si può fare? Non guardare l’orologio durante la poppata. Madri in tutto il mondo hanno allattato i loro figli con successo senza sapere leggere l’ora. Gli insuccessi dell’allattamento sono più frequenti in società dove tutti posseggono un orologio. Invece in società dove nessuno ne ha uno, le madri allattano con maggior successo. Una volta assicurati che il bambino sia attaccato bene e stia effettivamente mangiando, (Vedi anche i video nel sito del dott. Jack Newman la madre dovrebbe lasciarlo succhiare alla prima mammella per tutto il tempo che vuole oppure finché non si addormenta. Se il bambino dovesse addormentarsi subito si può ricorrere alla spremitura manuale del seno (vedi: “La compressione della mammella) per stimolarlo a mangiare e non ciucciare e basta. E’ bene notare che il bambino può essere attaccato alla mammella per due ore ma effettivamente mangiare per solo alcuni minuti. In tal caso il latte preso sarà stato quello meno denso e povero di grassi. E’ per questo che si ricorre alla spremitura manuale del seno. Se il bambino che ha “finito” di bere alla prima mammella ha ancora voglia di poppare, si offra anche l’altra. Non negare al bambino l’altra mammella se segnala di avere ancora fame. La poppata successiva si inizia con la seconda mammella nella stessa maniera. L’organismo della madre si abituerà a questo metodo senza che le mammelle si ingorghino oppure diventino di dimensioni diverse. Così come non ci dovrebbero essere regole fisse riguardo il dare ambedue le mammelle ad ogni poppata, non ci dovrebbero essere regole nel offrire un’unica mammella. Si faccia finire il bambino alla prima mammella, ricorrendo alla spremitura manuale se è necessario, e se il bambino ha ancora voglia gli si offra anche l’altra. In alcuni casi, potrà essere di beneficio fare due o più poppate alla stessa mammella prima di cambiare all’altra per due o più poppate. Questo problema è aggravato se il bambino non è attaccato bene alla mammella. L’attaccatura in modo corretto è la chiave per il successo dell’allattamento al seno. Se il riflesso di emissione è troppo forte Il bambino che riceve troppo latte molto velocemente può diventare irritato e frignoso al seno e ritenuto “colicoso”. Come caratteristica principale questi bambini aumentano di peso in modo molto soddisfacente. Tipicamente, quando iniziano la poppata, dopo un paio di secondi, iniziano a tossire (come se qualcosa gli andasse per traverso) e a faticare. Si possono staccare dalla mammella e il latte fuoriesce a spruzzo. Dopo questo episodio il bambino vorrà di nuovo attaccarsi ma sarà irritato e la scena può ripetersi. Potrà essere scontento dal flusso abbondante di latte e poi impaziente quando il flusso inizia a diminuire. Senza dubbio questo è sgradevole e faticoso sia per il bambino sia per la madre. In occasioni rare un bambino può anche iniziare a rifiutare il seno dopo un paio di settimane, tipicamente intorno al terzo mese di vita. Cosa si può fare? Se non si è ancora provato, si faccia poppare il bambino ad una sola mammella per poppata. In alcuni casi è di aiuto fare due o più poppate alla stessa mammella prima di cambiare lato. Se la mammella inutilizzata dovesse ingorgarsi, si tiri il latte finché non ci si sente meglio. Attaccare il bambino prima che diventi veramente affamato e vorace. Non allungare l’attesa offrendo acqua (il bambino allattato al seno non ha bisogno di acqua anche quando fa molto caldo) o il succhiotto. Un bambino affamato “attaccherà” la mammella con voracità e stimolerà il latte a scendere molto velocemente. Attaccare il bambino alla mammella non appena mostra segni di fame. Se è mezzo addormentato ancora meglio. Si cerchi di allattare in un ambiente tranquillo e sereno. Si eviti musica ad alto volume, luci abbaglianti e molto movimento intorno a se. A volte può essere di beneficio allattare sdraiati sul letto. Se la posizione sul lato non diminuisce il flusso si provi a stare sulla schiena con il bambino sdraiato su di se. La forza della gravità rallenterà il flusso. Tempo permettendo si potrebbe tirare un po’ di latte, circa 20 gr., prima della poppata. Il bambino potrà non essere contento del flusso veloce del latte ma al tempo stesso diventa irritato quando esso diminuisce, in questo caso si può ricorrere alla compressione della mammella (vedi: “La compressione della mammella”) per sostenere il flusso. Questo problema è aggravato se il bambino non è attaccato bene alla mammella. Ricordarsi che una corretta attaccatura è fondamentale per il successo. In qualche occasione si è trovato di aiuto somministrare il lattasio (la proteina che metabolizza il lattosio) artificiale, da 2 a 4 gocce prima della poppata. Si può prendere senza ricetta medica, ma è molto costoso e funziona occasionalmente. Il paracapezzolo può aiutare ma si dovrebbe usare solo nel caso in cui nient’altro ha funzionato. E’ una delle ultime cose da tentare. Prima di ricorrere al latte artificiale, si potrebbe tirare il latte e lo si potrebbe offrire al bambino con il biberon.

Proteine estranee nel latte materno

E’ stato dimostrato che alcune proteine presenti nell’alimentazione della madre possono essere trasferite nel suo latte e magari avere delle ripercussioni sul suo bambino. Sembra che il più comune di questi siano le proteine presenti nel latte vaccino. Anche altre proteine possono passare attraverso il latte materno. Il fatto che queste proteine e altre sostanze appaiono nel latte materno non è necessariamente una cosa negativa, anzi. Il latte materno è speciale proprio per questa sua ricchissima composizione. Se si dovessero avere delle domande su questo argomento non esitare a chiedere. Quindi, uno dei possibili rimedi per le coliche nel bambino allattato al seno può essere proprio quello di eliminare le proteine del latte vaccino dall’alimentazione della madre. Ciò significa evitare di bere latte vaccino e mangiare latticini (formaggi, yogurt, gelato o qualsiasi altra cosa che contenga latte vaccino). Quando le proteine del latte vengono cambiate o denaturate come avviene quando si usa ad esempio per cucinare, non dovrebbe causare problemi. Fate pure delle domande se ne avete. Se l’eliminazione di certi cibi dalla dieta della madre non funziona, può prendere degli enzimi pancreatici, cominciando con 1 capsula a ogni pasto. Questi enzimi spezza le proteine nel suo intestino così che non possono essere assorbiti e entrare poi nel suo latte. Nota bene: l’intolleranza alle proteine del latte vaccino non ha niente a che vedere con l’intolleranza al lattosio. Una madre che è lei stessa intollerante al lattosio può e deve allattare il suo bambino. Metodo suggerito: La madre dovrebbe eliminare tutti i latticini per 7-10 giorni. Se non ci sono miglioramenti la madre può riprendere ad assumere latticini. Se ci sono miglioramenti, la madre potrà introdurre latticini molto lentamente nella sua alimentazione, se questi fanno parte normalmente della sua dieta. (Non c’è bisogno di bere latte per produrre latte). Alcuni bambini non tollerano alcun latticino nella dieta della madre, la maggior parte ne tollera un po’. La madre imparerà presto quanti latticini può assumere senza che questi diano problemi al proprio bambino. Se si hanno delle perplessità riguardo alla quantità di calcio che si sta assumendo, ci si ricordi che il calcio può essere ottenuto anche senza mangiare latticini. Una settimana senza latticini non porterà alcun problema. Infatti, è stato dimostrato che le madri che allattano sono protetti dall’osteoporosi anche se esse non prendono integratori di calcio. Il bambino prenderà tutto il calcio di cui ha bisogno. La madre dovrà prestare attenzione a non esagerare eliminando troppe cose dalla sua dieta. Tutti conoscono una madre il cui bambino è migliorato perché lei ha smesso di mangiare broccoli, manzo, banane, pane etc. Si potrà arrivare a non mangiare altro che riso in bianco. L’alimentazione umana è troppo complessa per essere certi se qualcosa stia disturbando il bambino. Abbiate pazienza, il problema si risolve spesso da solo anche senza alcun rimedio. Il latte artificiale non è la risposta, anche se alcuni bambini migliorano con esso. Non è il latte che fa migliorare le coliche ma il flusso regolare del biberon. Ci si ricordi che il latte artificiale non è il latte materno. Infatti, il bambino migliorerà anche con questo, se dato con il biberon. Se niente funziona ricordate che con il tempo le cose migliorano comunque. I giorni e le notti sembreranno interminabili ma le settimane voleranno via.

Ultimo aggiornamento: gennaio 2005 Copyright by Jack Newman MD FRCPC Può essere stampato per uso personale oppure per scopi educativi senza ulteriore permesso;

Per l’utilizzo in altre pubblicazioni si contatti l’autore via e-mail: drjacknewman@sympatico.ca

Traduzione a cura di Francesca Rosini-Morettini

L’articolo è tratto da:

http://www.allattiamo.it/jncoliche.htm

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