Come funziona la produzione di latte materno?

L’allattamento è la normale conseguenza e continuazione della gravidanza e del parto, e tutte le neomamme avranno una quantità minima di latte dopo il parto, quantità che poi si calibrerà perfettamente sul fabbisogno del bambino nell’arco delle prime settimane attraverso la suzione frequente, se non ci sono interferenze di alcun tipo.

Inizialmente, nei primissimi giorni,  la produzione di latte si verifica come effetto dell’attività ormonale, e la produzione di colostro è determinata dagli ormoni in circolo. Successivamente a questa prima fase, la produzione dipende dalla rimozione del latte dal seno, quindi dalla frequenza delle poppate.

Il colostro presente nei primi giorni, lascia man mano il posto al latte maturo, modificando il colore (dal giallo del colostro al bianco del latte maturo) e la quantità.

Un fattore di inibizione della lattazione presente nel latte, chiamato FIL, fa sì che la produzione rallenti se i seni sono troppo pieni, mentre favorisce la sintetizzazione di latte quando il seno viene drenato frequentemente. Quindi, maggiore è la quantità di latte di deposito (quello che determina una sensazione di pienezza e indurimento del seno), minore sarà la produzione successiva di latte a breve termine.

Quando il bambino poppa stimola le terminazioni nervose e così facendo vengono rilasciati due ormoni fondamentali per la lattazione, la prolattina (che ha la funzione di stimolare le cellule a produrre latte) e l’ossitocina (che fa sì che il latte possa fuoriuscire dal seno, facendo contrarre le fibre muscolari intorno alle ghiandole, e spingendo quindi il latte prodotto dai dotti verso il capezzolo). Il bambino attiva questo meccanismo ciucciando frequentemente, stimolando così la produzione di latte.

perchè allattare a richiesta? cosa significa?

Allattare a richiesta permette al neonato di soddisfare le esigenze fisiologiche per la sua età, nutrirsi con la frequenza a lui più idonea, beneficiare delle proprietà del latte materno e del contatto con la mamma, e , sopratutto, permette di calibrare la produzione di latte esattamente sul fabbisogno del bambino.

Allattare a richiesta significa seguire i ritmi del bambino, permettendo che si attacchi ogni qual volta ne ha bisogno, che si tratti di fame, di sonno, di coccola, o di qualsiasi altra esigenza il piccolo possa soddisfare al seno, tra le braccia della mamma. Ognuna di queste esigenze è un bisogno fondamentale e determina una stimolazione del seno e un’assunzione di latte materno (più o meno consistente). Non è particolarmente importante identificare quale sia il bisogno preciso del bambino in quel momento, se attaccarsi al seno è risolutivo vuol dire che il bambino ha soddisfatto uno dei tanti bisogni che il  seno può soddisfare, se invece il bambino è restio o non gradisce ciucciare, allora sarà necessario trovare un’altra soluzione!

Non serve neanche controllare la quantità assunta durante le poppate, un bambino sano sa autoregolarsi e assumerà esattamente la quantità di latte di cui necessita, se libero di farlo!

Un neonato orientativamente si attacca al seno una media di 10-12 volte nelle 24 ore, a volte per poppate consistenti, altre volte per pochi minuti, assumendo la quantità di cui necessita in quel momento, senza uno schema preciso di tempi e quantità, ma assumendo comunque nelle 24 ore la quantità di cui necessita in totale, capace di autoregolarsi perfettamente secondo il suo fabbisogno (sempre che si tratti di un bambino sano, nato a termine  e senza particolari problemi).

Nei primissimi giorni solitamente un neonato tende a fare tante piccole ciucciate, a volte molto ravvicinate, tanto da sembrare poppate lunghissime, questo gli permette di assumere il colostro (un latte prezioso disponibile in piccola quantità ma super concentrato e ricco di anticorpi!), e di imparare a ciucciare facendo prove su un seno ancora morbido e facile da afferrare!

cosa interferisce con l’allattamento a richiesta e di conseguenza con la produzione di latte?

Qualunque cosa diversa dal latte materno che riempia la pancia del piccolo o posticipi la poppata può interferire con il meccanismo di produzione e sulla calibrazione della quantità di latte.

Qualunque altro liquido non è necessario quando si allatta al seno e può invece interferire sulla frequenza della richiesta di poppare del piccolo, e di conseguenza sulla produzione di latte, nonchè sulla crescita del piccolo, riempiendo la pancia e soddisfando il senso di fame. Il piccolo non è in grado di distinguere per esempio di aver riempito lo stomaco con acqua o tisane, ma sentendo una sensazione di sazietà probabilmente chiederà di poppare meno frequentemente!

Anche l’uso del ciuccio, soprattutto nelle prime sei settimane, può interferire con la produzione (nonché creare confusione nell’attacco), soddisfando da sé il bisogno fisiologico di suzione del neonato e prolungando di conseguenza la pausa tra una poppata e l’altra, cosa che impedisce una stimolazione adeguata e limita il totaledelle poppate nelle 24 ore.

E’ importante sapere che anche seguire schemi orari rigidi o rimandare la poppata interferisce con il meccanismo dell’allattamento a richiesta, poichè riduce la frequenza delle poppate e a volte anche la durata stessa della poppata. Inoltre un bambino particolarmente affamato, “preso per fame”, potrebbe essere già così stanco da addormentarsi prima di terminare la poppata.

allattare in modo esclusivo cosa significa?

Allattare in modo esclusivo significa offrire al bambino solo ed esclusivamente latte materno, evitando qualunque interferenza (acqua, tisane, aggiunte di latte artificiale)

è possibile aumentare la produzione di latte?

Può capitare che a causa di un avviamento difficoltoso, un post-parto impegnativo, o solamente a causa di informazioni errate, la produzione non si sia calibrata bene, e quindi la quantità di latte sia inferiore al fabbisogno del bambino.

La calibrazione, ovvero la regolazione della quantità di latte prodotta dal seno, avviene principalmente nelle prime sei settimane dopo il parto (anche se poi un seno in allattamento adegua la produzione di latte anche successivamente secondo i cambiamenti e la richiesta del bambino!), ovvero i famosi quaranta giorni in cui, una volta, la donna restava a riposo dopo il parto, accudita dalle altre donne di casa… per ogni figlio si attraversa questa fase, proprio perchè ogni bambino ha esigenze diverse, oppure perchè magari i bambini da allattare sono due, e ovviamente la quantità di latte da produrre è maggiore! Proprio perchè la produzione si calibra attraverso la stimolazione del seno (con la suzione del bambino ma anche con l’utilizzo di un buon tiralatte), spesso è possibile recuperare allattamenti non partiti bene o apportare cambiamenti sulla quantità prodotta, attraverso una stimolazione frequente, possibilmente  con l’affiancamento di una persona competente in materia che possa fornire indicazioni pratiche fondamentali e si occupi di monitorare la situazione.

La percentuale di riuscita dipende molto dalla situazione in sè, da quanto precocemente si interviene per fare modifiche, ma sopratutto il risultato dipende da donna a donna, è del tutto individuale….verò è che un seno stimolato risponde producendo latte, addirittura in casi particolarissimi, per esempio quando una mamma non ha mai partorito, nè allattato, ma desidera produrre latte per un bambino adottivo!

Info Allattamento – novembre 2011

http://www.facebook.com/note.php?note_id=262143147142037

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