L’allattamento al seno dei gemelli

A cura del Dott. Guglielmo Salvatori e della Sig.ra Immacolara Dall’OglioAlimentare in modo naturale due bambini contemporaneamente non è impossibile. Basta solo sapersi organizzare e affidarsi a qualche piccolo consiglio pratico.
È possibile allattare al seno i gemelli?
 
L’allattamento al seno non solo è possibile, ma è consigliabile a tutte le mamme di gemelli, anche in caso di nascita tri-gemellare.
Perché è importante allattarli con il latte materno?
I vantaggi dell’allattamento materno, noti per tutti i neonati, in caso di gemellarità sono ancora più evidenti.

  • Utero: le contrazioni uterine determinate dalle poppate frequenti dopo il parto sono di particolare utilità a causa delle notevoli dimensioni raggiunte dall’utero in gravidanza.
  • Tempo: il risparmio di tempo, se la mamma riesce ad allattare contemporaneamente i bambini, è rilevante; è stato calcolato un risparmio di circa 8-10 ore a settimana!
  • Infezioni: la protezione dalle infezioni connessa all’assunzione del latte materno diviene ancora più importante quando i bambini, essendo due, hanno maggiore possibilità di contagiarsi uno con l’altro.
  • Legame: l’allattamento materno facilita, attraverso il contatto pelle a pelle ed una risposta materna semplice ed immediata al pianto (senza dover aspettare la preparazione del latte), in modo naturale e diretto, la relazione con entrambi i bambini. In tal modo, inoltre, si riduce il possibile sentimento di maggior attaccamento ad uno dei due.
  • Risparmio: considerando che il costo dell’alimentazione con latte artificiale si aggira per un neonato intorno ai 100-200 Euro al mese, quando a mangiare sono in due, il risparmio economico connesso con l’allattamento materno diventa veramente considerevole.

 

La mamma può produrre latte per più di un bambino?
Certamente, in genere, più il seno materno viene stimolato e drenato da poppate frequenti ed efficienti, iniziate il prima possibile dopo il parto, più inizierà una produzione di latte che aumenterà gradualmente in relazione alle necessità dei piccoli. Per questo motivo è importante che la mamma, già durante la gravidanza, pensi a come alimenterà i suoi bambini e si organizzi in tal senso.
Sarà opportuno, ad esempio, rivolgersi a personale sanitario e centri nascita che sostengano questa scelta ed assicurino un aiuto pratico in tal senso (www.unicef.it); questo è ancora più utile se la mamma si trova alla sua prima esperienza di allattamento e se i gemelli sono più di due.

 

Inoltre, se è importante nell’allattamento dei gemelli la produzione di latte, il riposo e il sostegno pratico per la mamma ne sono i presupposti.

Come allattare i gemelli?
L’allattamento nei gemelli non differisce da quello di un singolo neonato né come modalità, né come tempi.  Dopo un primo periodo in cui la mamma e i neonati abbiano modo di apprendere singolarmente come poppare, è molto utile farli poppare insieme, contemporaneamente su entrambe le mammelle.
Questo stile di allattamento determina un più elevato innalzamento della prolattina, l’ormone responsabile della produzione del latte e inoltre permette di dimezzare i tempi di allattamento.

 

Per far poppare i neonati insieme, è comodo un grosso cuscino da poggiare sulle ginocchia e mettere entrambi i bambini in posizione  “sottobraccio” (o a pallone da rugby). In alternativa si può sostenere un neonato con l’avambraccio in modo tradizionale, e l’altro bambino collocato sottobraccio.
Quando sono più grandi ed autonomi possono anche essere tenuti con il capo poggiato sugli avambracci materni e le ginocchia di entrambi che si toccano. È anche possibile allattarli stando stese con i bambini che accedono al seno stando sopra alla mamma, questa posizione è comoda specie per l’allattamento notturno.
Nei mesi successivi, crescendo, è possibile che i gemelli assumano uno stile di allattamento più autonomo: saranno più rapidi e potrebbero fare meno poppate, potrebbero anche preferire di essere allattati singolarmente.

 

È importante che l’allattamento venga ben avviato dall’inizio, altrimenti eventuali difficoltà con due bambini possono diventare più difficili da superare.
È necessario verificare che il bambino, quando va verso il seno, tenga la bocca spalancata, così da prendere una buona porzione dell’areola mammaria, specie nella parte inferiore; che la mamma non senta dolore ai capezzoli durante la poppata; che si possano ascoltare i rumori di deglutizione del neonato. Inoltre è necessario effettuare, specie all’inizio, almeno 8 poppate al giorno, o di più, appena i neonati  sembrano richiederlo, senza aspettare che piangano (per es. aprono gli occhi, si succhiano la mano), perché solo queste danno lo stimolo al corpo materno per produrre il nuovo latte in abbondanza.

 

Il periodo dopo il parto è quello più delicato, perché il corpo materno si adatta alle richieste dei bambini se efficaci, altrimenti la quantità di latte non aumenta adeguatamente o si può ridurre rapidamente.
Pertanto, se c’è qualche difficoltà, è utile farsi aiutare da personale esperto ai primi dubbi, senza aspettare troppo.

 

 
E quando i gemelli hanno un peso inferiore alla norma?
Può capitare che i gemelli nascano un po’ prima del tempo previsto o che siano di peso lievemente inferiore  alla norma o che uno sia più forte e vivace dell’altro.  È una situazione in cui l’allattamento può essere effettivamente più complicato da gestire: i gemelli sono pronti ad alimentarsi da soli, ma possono avere difficoltà a succhiare tutto il quantitativo necessario alla loro crescita. Inoltre, soprattutto in caso di parto cesareo, la mamma può essere stata dimessa dall’ospedale ancora debole; in alcuni casi la soluzione può essere quella di integrare le poppate al seno con il latte materno ottenuto con la spremitura del seno.

 

I suggerimenti seguenti possono essere utili a superare i momenti più difficili:

  • stimolare il bambino durante la poppata, se dorme non riuscirà a mangiare a sufficienza, si può spogliare il neonato e metterlo a contatto “pelle-pelle” con la mamma, si possono effettuare delle carezze prolungate e profonde sulla schiena, sui piedi e sulle gambe, può essere spostato da un seno all’altro più di una volta;
  • se si allatta il gemello più lento contemporaneamente all’altro più vigoroso, l’afflusso del latte dal seno verrà stimolato da quest’ultimo, facilitando così la poppata anche al fratello più debole;
  • in qualunque caso la priorità è nutrire i neonati, pertanto anche se non si riesce da subito, in parte o completamente al seno, potranno essere alimentati con il latte materno spremuto dalla mamma, continuare comunque ad offrire il seno è importante per permettere loro di imparare; se è necessario integrare il pasto, è utile somministrare il latte con un bicchierino o un cucchiaino per evitare che si abituino alla tettarella; se questa modalità fosse difficile da gestire, è importante che la tettarella del biberon abbia i fori molto piccoli e che il flusso di latte non sia veloce;
  • la seconda priorità è quella di stimolare e di incrementare l’offerta di latte materno, questo si può ottenere anche se i gemelli non riescono ancora a poppare efficacemente, tramite l’utilizzo regolare della spremitura manuale o del tiralatte; la spremitura può essere effettuata al termine dei tentativi di poppata al seno, dopo che ai bambini è stata data l’integrazione, e, il latte raccolto, conservato in frigorifero, può essere utilizzato come aggiunta per la poppata successiva;
  • in queste situazioni è molto importante farsi aiutare nella gestione dell’allattamento; ciò che i bambini non riescono a fare nei primi tempi, lo faranno probabilmente qualche settimana dopo, quando avranno acquistato peso, ma, i presupposti del “dopo”, iniziano nei primi giorni di vita.
E se i gemelli sono pretermine?
Non è infrequente, specie se i gemelli sono più di due, che il parto possa avvenire diverse settimane prima del termine previsto. Alle volte può anche accadere che il parto debba essere anticipato a causa delle condizioni materne durante la gravidanza.
Pertanto i neonati saranno ricoverati in un reparto di neonatologia e avranno bisogno di essere assistiti all’interno dell’incubatrice per qualche tempo.  Se questa condizione può essere particolarmente stressante a causa della possibile preoccupazione per la salute dei piccoli o per le eventuali difficoltà materne, dal punto di vista dell’allattamento è paradossalmente più semplice della precedente.
La mamma infatti deve prevalentemente iniziare la raccolta del latte il prima possibile dopo il parto e praticarla almeno 8 volte al giorno, utilizzando un tiralatte elettrico professionale contemporaneamente da entrambe le mammelle.

 

Questa attività va cominciata già durante il ricovero materno in ospedale, anche se la mamma assume molti farmaci (saranno poi i medici a valutarne la compatibilità con l’allattamento), o se le sue condizioni di salute non sono ottimali.
All’inizio la mamma raccoglierà poche gocce di colostro, il primo latte, molto prezioso per i suoi bambini e poi gradualmente la produzione dovrebbe cominciare ad aumentare.

 

L’allattamento proseguirà poi all’interno di un percorso graduale in relazione alle condizioni dei neonati, che inizia con il contatto “pelle-pelle” con i piccoli e poi con i progressivi tentativi di poppate al seno. In ospedale pertanto la mamma avrà modo di sperimentare passo-passo la gestione dell’allattamento.

 

Più latte la mamma riesce a raccogliere e più avrà possibilità di alimentare con il latte materno i propri gemelli e anche di farli poppare al seno.
Si è visto che, se una mamma  di gemelli riesce a produrre, intorno alla seconda settimana dopo il parto, 1500 ml. di latte, ha più probabilità di allattare

 

E se è il latte non basta ?
Non è infrequente con dei gemelli che il proprio latte non sia sufficiente, specie se sono più di due.
Ci sono dei periodi (tre e sei settimane di vita, terzo mese) in cui i neonati crescono di più e chiedono di poppare più spesso, ciò non significa che non ci sia latte, ma solo che ne va stimolata una quantità maggiore.
 Dopo due-tre giorni di ritmi più ravvicinati, l’offerta materna si dovrebbe adeguare alle richieste. Dare delle integrazioni sistematiche di latte artificiale può ridurre ulteriormente l’allattamento materno, pertanto questa è una condizione che va ben valutata, perché è possibile che, prima di passare all’aggiunta o  contemporaneamente ad essa, si possa tentare il recupero dell’allattamento materno.
Gli esperti di questo campo hanno diverse strategie applicabili a riguardo.
Un sostegno in più per la mamma: pensiamoci in anticipo
È chiaro che se le necessità di un nuovo nato possono richiedere un certo impegno alla mamma, nel caso di gemelli questo diventa naturalmente molto considerevole. Prevedere e programmare già dalla gravidanza un supporto stabile per i genitori, almeno per i primi tempi, diventa fondamentale per riuscire a non stancarsi troppo e a vivere serenamente un periodo speciale nella vita di una famiglia, a prescindere dal tipo di alimentazione si prospetta per i neonati.
Ognuno individuerà risorse interne od esterne alla famiglia a seconda delle scelte personali e delle opportunità, ma l’importante è organizzarsi per tempo.

 

Per l’allattamento l’approccio non cambia, conoscendo le eventuali difficoltà alle quali si può andare incontro, l’importante è mettersi nelle condizioni di affrontarle al meglio, quindi potrebbe essere utile:

  • informarsi con letture specializzate, confrontarsi con l’esperienza di altre mamme o visitare siti internet;
  • frequentare un corso di accompagnamento alla nascita nel quale venga anche discusso anche l’allattamento materno;
  • tenere a portata di mano un buon tiralatte manuale e sapere dove rivolgersi nel caso servisse un tiralatte elettrico professionale;
  • farsi aiutare fin dall’inizio nell’allattamento specie se siete alla prima esperienza, almeno per verificare che tutto stia procedendo adeguatamente;
  • sapere come contattare personale sanitario esperto sull’allattamento in caso di difficoltà.

 

Dopo la nascita rimane fondamentale tutelare la mamma, il suo riposo (dormire quando dormono i gemelli), la sua serenità, aiutarla nelle attività che deve svolgere in prima persona (per es. allattamento) e sostituirla in ciò che è delegabile (cambio pannolini, cucina, pulizia casa, etc.).

 

La mamma deve poter mangiare secondo i suoi bisogni, meglio se con spuntini frequenti e nutrienti.
È utile avere sempre a disposizione una bottiglia d’acqua in caso di sete.
I primi giorni a casa potrebbe essere il caso di evitare visite di parenti e amici, per dare il tempo ai neo-genitori di concentrarsi in questa nuova dimensione “multipla”.

 http://www.ospedalebambinogesu.it/portale2008/default.aspx?IdItem=3299 

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