Pelle: i rimedi più comuni di Marina Macchiaiolo

    La pelle è il più grande organo del corpo umano; è una vera e propria barriera e per la sua posizione di “prima linea” è sottoposta, specie nell’età infantile, ad “attacchi” di vario genere. Fino al 20 per cento dei bambini visitati in un ambulatorio pediatrico presentano problemi di tipo dermatologico, dalla dermatite da pannolino a malattie più complesse come la psoriasi. Per il trattamento di queste patologie, il pediatra ha a disposizione un armamentario piuttosto ampio, sono inoltre disponibili molti farmaci, cosiddetti “da banco”, a cui talvolta i genitori ricorrono in modo autonomo. Poiché alcune medicine sono usate localmente, si ritiene spesso che abbiano meno effetti collaterali; questo non è sempre vero e anche per i farmaci dermatologici conviene seguire il consiglio del medico evitando il fai da te. La pelle ha un alto potere assorbente, che aumenta ad esempio in caso d’infiammazione, quindi anche i farmaci applicati localmente possono avere degli effetti sistemici, cioè simili a quelli di un farmaco assunto per bocca o per via endovenosa. Inoltre, il rapporto tra la superficie cutanea ed il volume del corpo è maggiore nel bambino rispetto all’adulto, per cui una medicina applicata sulla pelle di un bambino può essere assorbita e raggiungere nel suo organismo concentrazioni maggiori di quelle che raggiungerebbe se fosse applicata sulla pelle di un adulto. Nella pelle, inoltre, sono presenti molte delle cellule coinvolte nelle reazioni allergiche, perciò, l’applicazione locale di un farmaco può scatenare, nei soggetti sensibili, delle reazioni. Ci sono poi gli “eccipienti”, sostanze aggiunte al farmaco per diluirlo e/o renderlo spalmabile e assorbibile: però raramente queste sostanze possono causare effetti indesiderati. I farmaci che si usano per curare le malattie della pelle si possono dividere in due categorie: quelli ad uso “sistemico” (che raggiungono la pelle attraverso il sangue che la irrora tutta, e che si prendono quasi sempre per bocca) e quelli ad uso “topico” (che sono applicati localmente, come unguenti, creme, lozioni).

Vediamo le caratteristiche principali dei più comuni e quali precauzioni tenere a mente.

Antibiotici

Sono utilizzati in caso di infezioni cutanee, come l’impetigine, e possono essere somministrati per via locale o sistemica; poiché esiste il rischio di sensibilizzazione e quello di far diventare i batteri resistenti al trattamento, gli antibiotici ad uso locale sono in genere diversi da quelli usati nelle preparazioni per via generale ed il loro uso va riservato a situazioni strettamente necessarie.

Antinfiammatori
I farmaci antinfiammatori sono di due categorie, i cortisonici e i non cortisonici (FANS). Cortisonici: si usano per il trattamento di patologie come l’eczema; la loro azione consiste nel sopprimere la reazione infiammatoria, riducendo i sintomi; nella maggior parte dei casi però non sono curativi, migliorano la sintomatologia, ma non eliminano la causa. I cortisonici possono essere divisi in classi, in base alla loro potenza; di solito per curare le malattie della pelle si usano quelli a bassa potenza, (ad esempio l’idrocortisone 1%), sufficienti per ottenere l’effetto desiderato ma privi degli effetti collaterali a cui i bambini, soprattutto i neonati, sono molto sensibili. Comunque i cortisonici si usano, se necessario, con attenzione e per brevi periodi. FANS: alcuni, come il ketoprofene, l’ibuprofene o il piroxicam, hanno una modesta azione antidolorifica, si usano dei dolori muscoloscheletrici e nelle contusioni, L’uso locale di quantità abbondanti, può, raramente causare reazioni sistemiche di ipersensibilità o asma. Sono controindicati in gravidanza e allattamento l’uso nei bambini andrebbe limitato. Altri, come il benzadac e il bufexan sono talvolta utilizzati, come sintomatici, nelle forme lievi di eczema, per la loro azione antinfiammatoria.

Antistaminici
Gli antistaminici, applicati sulla pelle, sono poco efficaci; in caso di necessità per la loro azione contro il prurito possono essere utilizzati brevi cicli per via orale. Alcuni di questi farmaci hanno un’azione sedativa.

Antimicotici
La maggior parte delle infezioni fungine localizzate è trattata con preparati topici. La più frequente è la candida, che spesso complica le dermatiti da pannolino. In alcune tigne è necessario il trattamento per bocca.

Emollienti
Gli emollienti, idratano, rendono liscia la pelle, alleviano l’irritazione cutanea in caso di secchezza o desquamazione. Esistono emollienti leggeri come le creme acquose o preparazioni più grasse tipo la paraffina bianca liquida. Anche in questo caso alcuni ingredienti possono causare reazioni di sensibilizzazione.

Immunosoppressori
In alcune forme gravi di eczema o di psoriasi che non rispondono alle terapie locali più diffuse si usano farmaci sistemici che influenzano la risposta immunitaria. Per i possibili effetti collaterali sono usati raramente dagli specialisti, a volte addirittura in ospedale. Uno di questi farmaci (si chiama tacrolimus) è stato recentemente confezionato sotto forma di crema e viene usato per la cura dell’eczema, quando non si ottengono risultati con il cortisone.

Lenitivi
Non si tratta proprio di farmaci, ma di “parafarmaci”; prodotti generalmente di origine vegetale, venduti in farmacia senza ricetta medica, ma dotati di una buona efficacia antinfiammatoria. Alleviano il fastidio, l’arrossamento e il prurito nelle forme leggere di eczema.

Farmaci per verruche
Le verruche sono causate dal papilloma virus umano; nella maggior parte dei casi nei bambini sono localizzate alle mani e ai piedi. In genere il trattamento consiste nella distruzione del tessuto locale; le verruche possono regredire in modo spontaneo ed il trattamento è necessario se sono dolorose, antiestetiche o fonte di disagio. I preparati hanno lo scopo di rimuovere il tessuto locale quindi vanno usati con cautela e solo sulla zona interessata.

Preparazioni barriera
Queste pomate, non sono veri e propri farmaci ma sono molto usate, soprattutto nei primi anni di vita, per la prevenzione della dermatite da pannolino. Si tratta in genere di preparazioni a base di ossido di zinco che creano una barriera protettiva nei confronti dell’urea contenuta nella pipì e dell’azione macerante del pannolino bagnato. La loro efficacia è dubbia e anzi, spesso l’uso smodato di queste pomate favorisce la sovrainfezione da parte di batteri o funghi (candida). Quando si usano, non è necessario impomatare fino all’ombelico con doppio, triplo strato, poiché diventa più difficile la pulizia, soprattutto tra le pieghe, e una quantità eccessiva di pomata, insieme alla plastica del pannolino, favorisce “l’effetto serra”. È molto più efficace cambiare spesso il bambino e ogni tanto lasciare il culetto all’aria.

 

DA UPPA:

http://www.uppa.it/dett_articolo.php?ida=81&idr=3&idb=0

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