Allattare un bambino non è una scommessa

Riporto questo articolo di Giorgia Cozza, che, come sempre, tratta l’argomento allattamento in maniera semplice, chiara e senza pregiudizi di genere! L’articolo è tratto dal sito http://www.bambinonaturale.it

 

Chissà se avrai latte. Che fortunata quella mamma che ha allattato.

Quando si discute di allattamento con una donna in attesa di un bimbo o con una neomamma, ci si riferisce spesso alla… fortuna. Chi allatta è fortunato.

La buona riuscita dell’allattamento non è praticamente mai presentata come un dato di fatto – se lo desideri, allatterai – ma come una possibilità, una speranza, un qualcosa da verificare al momento…

Non è un caso, credo, se sono ancora tanto numerose le donne che avrebbero desiderato allattare e non ci sono riuscite. Perchè, diciamolo, queste premesse non sono certo d’aiuto.

Se la possibilità di allattare felicemente è percepita come una sorta di vincita alla lotteria, va da sé che allattare non è per tutti. Anzi… E va da sé che le mamme al primo figlio partano con passo un po’ incerto, speranzose sì, ma non pienamente sicure di sé e delle proprie possibilità di riuscita. Possibilità di riuscita di cui buona parte della società parla con atteggiamento possibilista, nel migliore dei casi, scettico, nei peggiori.

E lo stato d’animo, conta. Caspita, se conta.

Eppure, se ci pensiamo, non ha senso. Perchè dovremmo mettere in dubbio le potenzialità della mamma di nutrire al meglio il suo bambino? Come è arrivata la specie umana fino a qui? È stato il latte materno a permettere l’evoluzione nei secoli.

Ma oggi va così, penserà qualcuno. Tante donne il latte non ce l’hanno. Domanda: com’è che succede proprio a noi, alle mamme occidentali di non produrre latte? Allattano le mamme africane che non hanno cibo a sufficienza…

Il nostro corpo si è forse involuto rispetto al passato? No, proprio no. Il corpo delle donne – di tutte le donne – è “potente”.

Sa nutrire, custodire, proteggere la vita prima della nascita. E dopo il parto, è predisposto per nutrire il figlio che è nato. Le patologie che impediscono effettivamente l’allattamento per fortuna sono rare.

Cominciassimo a crederci tutti un po’ di più, o meglio, tornassimo a crederci (perchè fino all’avvento della formula artificiale, il latte materno non era messo tanto in dubbio), più donne potrebbero realizzare il loro desiderio di nutrire al seno.

Perchè nella maggior parte dei casi, non è il latte che manca, ma sono le informazioni e i suggerimenti giusti. Manca una comunità che sostiene la donna e l’allattamento.

Non sappiamo più come si fa ad allattare. È normale, abbiamo perso questo “sapere”, perchè c’è stato un black out di alcuni decenni in seguito al boom del biberon.

E qui sta il punto. Se non riceviamo le informazioni giuste per far partire l’allattamento, anche se la “macchina” è pronta – le ghiandole mammarie sono perfette, la situazione ormonale è favorevole, tutto è predisposto per… – se non sappiamo come gestire le poppate o riceviamo indicazioni sbagliate (come quelle di allattare ogni tre ore, o di interrompere le poppate dopo un tempo prestabilito, o di fare la doppia pesata, ecc.), la macchina non parte.

O se parte, non va lontano.

Ma non perchè era difettosa, o perchè noi non avevamo voglia di impegnarci/tenere duro/resistere o cose del genere. Semplicemente perchè non sapevamo come farla funzionare.

Sarebbe bello non sentirla più questa frase “Chissà se avrai latte?”.

Alle future mamme si potrebbe dire “Informati bene eh! Così allatterai a lungo e felicemente!”.

Crederci magari non è tutto, ma è tanto. E molte più mamme non dovrebbero vivere lo sconforto di un allattamento non riuscito. E non dovrebbero sentirsi amareggiate, nel leggere articoli come questo.

Giorgia Cozza

http://www.bambinonaturale.it/2012/09/allattare-bambino-non-e-scommessa/

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