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21 febbraio ore 21 Notte dei racconti

Chi sceglie di essere parte della notte dei racconti, sceglie il tempo delle storie, un tempo lento, rotondo, in cui è facile ritrovarsi occhi negli occhi, in ascolto di parole antiche come il mondo.

Tutti hanno fame di storie, grandi e bambini, la notte dei racconti ci invita a spegnere televisori, cellulari, computer e lasciare che l’incanto della parola ci porti lontano.
Alle porte della notte, in ogni casa le storie disegnano cieli di stelle.
Interroghiamo le storie per capire ciò che sta lontano e ci incanta, per sentire più vicina la luna. La luna ci rapisce, culla storie perdute, accende la notte.

I racconti chiamano gli amici, i racconti vogliono luci piccole e accoglienti, spazio per stare insieme, libri da sfogliare, parole da inventare.
Non ci sono regole, solo il piacere di condividere il tempo nel racconto, prima di scivolare nei sogni.

Come fare:

scaricare la locandina che troverete sul sito www.reggionarra.it

appendere alla porta il programma di storie che si intende condividere

alle nove in punto si racconta

trovare un luogo della casa che conceda a tutti di stare in ascolto magari in cerchio

scegliere luci non invadenti, lampade o candele

la luna e le stelle sono fonte di ispirazione per ritrovare oggetti narranti

potete inventare storie o raccontarle ispirandovi anche alla bibliografia suggerita o ai libri amati che già conoscete

fotografate un momento della notte dei racconti e speditelo
indirizzo che troverete sul sito www.reggionarra.it
le foto raccolte verranno pubblicate e saranno visibili durante reggionarra 2014

Trauma nel bambino e l’importanza di un trasporto sicuro

Croce Bianca & gruppo Mums4Mums
Venerdì 29 NOVEMBRE alle ore 20.30
presso A.P. Croce Bianca – Via Fellini 4 – Sant’Ilario d’Enza
CORSO GRATUITO
Trauma nel bambino e l’importanza di un trasporto sicuro in macchina. Piccoli incidenti in casa,cosa fare e come comportarsi in attesa dei soccorsi.
La serata sarà condotta dai volontari del gruppo formatori della Croce Bianca con l’intervento di un infermiere della centrale operativa 118 di Reggio Emilia.
Serata aperta a tutta la cittadinanza.

 

Questa sera ci sarà l’atteso incontro in Croce Bianca, vi chiedo di darne notizie agli interessati, perchè sono serate davvero utili che aiutano a i genitori (e chiunque abbia a che fare con i piccoli) a reagire in maniera più adeguata nei casi di emergenza. Accade che, pur agendo in buona fede, il trasporto in ospedale, la fretta e la paura peggiorino le condizioni del bambino. Tanti anni fa sono stata investita da un’auto,  ero alle elementari, tornavo a casa in bici, mi pare un sabato pomeriggio, come a tanti bimbi e ragazzini accade anche oggi. Ricordo ancora la botta, ma soprattutto ricordo il volontario della Croce Bianca che riprendeva in maniera molto concitata il signore che mi aveva soccorso, alzata e messa a sedere, su una sedia (!!!) saltata fuori da chissa dove, in mezzo ad una strada. Gli diceva che doveva lasciarmi stare, ferma, nel dubbio, aspettare i soccorsi. Ecco ringrazio ancora la voglia di agire di quel signore, ma sono più grata alla Croce che da tanti anni soccorre e insegna a soccorrere, perchè la buona volontà, in certi casi non basta. STASERA abbiamo tutti una grande possibilità: ci è regalata una serata per poter intervenire con coscienza in caso di piccoli traumi e a riconoscere i casi di emergenza, dove è necessario l’intervento di personale qualificato. PARTECIPATE e FATE PARTECIPARE!!!

 

Incontro Ottobre

Titolo:

Genitori anche di notte: il sonno dei più piccoli

Domani, 19/10/2013 alle ore 10.30
Consultorio di Sant’Ilario d’Enza, via Rossellini, 27
Come sempre le volontarie mamme volontarie M4M saranno disponibili per domande su allattamento e sistemi per portare (fasce, mei tai…)
Ricordiamo che i nostri sono incontri circolari, dove ogni genitore condivide la propria esperienza genitoriale (e i propri dubbi) con i partecipanti, non sono incontri con esperti, ma di e con mamme e papà.
A domani

Respira

Respira. Sarai madre per tutta la vita.
Insegna le cose importanti. Quelle vere.
A saltare pozzanghere, ad osservare gli animali, a dare baci di farfalla e abbracci stretti. Non dimenticare questi abbracci, e non negarli mai. Può darsi che fra qualche anno gli abbracci che ti mancheranno saranno quelli che non hai dato.
Dica a tuo figlio quanto lo ami, ogni volta che lo penserai.
Lascialo immaginare. Immagini con lui.
Le pareti possono essere ridipinte. Le cose si rompono e possono essere sostituite. Le urla della mamma fanno male per sempre.
Puoi lavare i piatti più tardi. Mentre tu pulisci lui cresce.
Lui non ha bisogno di tanti giocatoli. Lavora di meno e ama di più.
E, soprattutto, respira. Sarai madre per tutta la vita. Lui sarà bambino una sola volta.”

(Jessica Gómez Álvarez)

 

Grazie a Giovanna, la mamma che ci ha fatto conoscere questa poesia

Bimbi e sole

Tempo di estate, tempo di vacanza e finalmente tempo di sole.

Per proteggere i nostri bimbi dall’eccessiva esposizione, un articolo tratto da Quaderni ACP.

– Preferire le creme solari a schermo fisico che ci proteggono dai raggi UV di tipo B e A.
– Le creme devono avere un grado di protezione maggiore di 15.
– Evitare un eccesso di esposizione al sole e l’esposizione nelle ore “NO” (dalle 10 alle 16).
– Nelle ore “NO” usare indumenti coprenti e sostare in zone ombreggiate.

E soprattutto l’uso di una buona crema solare non deve andare a scapito della prudenza:

“per tutte le creme solari non è stata dimostrata l’efficacia nel prevenire i tumori della pelle. Addirittura alcuni studi hanno evidenziato che, mettendo una crema solare, si tende a esporsi al sole con tranquillità per un tempo maggiore, anche durante le ore considerate a maggiore rischio per i raggi UV, determinando in tal modo un aumento dei tumori della pelle.”

Buona estate e buon sole!!!

L’articolo completo lo trovate qui

 

ATTENZIONE

Il prossimo incontro Mums4Mums non avverrà presso la casa della salute, ma Al FILOS.

Grazie alla disponibilità del Centro Famiglie della Val d’Enza potremo utilizzare la cucina dello spazio e cucinare insieme qualche ricetta valida per tutta la famiglia.

Il titolo dell’incontro di sabato 20 Aprile, a partire dalle ore 15.30, sarà:

Svezzamento: piccolo laboratorio di ricette per tutta la famiglia
La sede de “AL FILOS” è in via Roma, 20, sempre a S.Ilario d’Enza (entrata dal cortile del Centro Sociale Airone di via Roma 20 – seguire il percorso indicato dalle frecce arancioni).
Possono partecipare, mamme, papà, bimbi e quanti interessati a fare 2 chiacchiere cucinando insieme.

Incontro tra mamme, bimbi e bambole

Domani ci sarà il nostro incontro tra mamme e papà a S.Ilario, nella Casa della Salute, avremo il piacere di ritrovarci insieme chiacchierando e facendo una cosa un pò speciale: una mamma ha deciso di condividere con tutte noi la sua capacità di creare bambole, per chi vuole ci sarà la possibilità di sperimentare quest’arte antica, creando qualcosa di speciale per il proprio piccolo.

Non serve nessuna abilità con ago e filo, anzi benvenute tutte le mamme che come noi  non sanno cucire nemmeno un bottone 🙂

Se siete interessati a saperne di più sull’arte di bambolaia, questo è il blog di Cinzia:

http://miraccontiunabambola.wordpress.com/

Paola e i dubbi sulle vaccinazioni

Dal nuovo libro del dott. Alessandro Volta, Crescere un figlio, edito da Mondadori.

Ringraziamo Alessandro per aver condiviso questo testo con noi, ci auguriamo che la sua riflessione aiuti i genitori ad avere un ulteriore strumento nell’affrontare un tema così complesso

La mia Paola, che a breve compirà un anno, non ha fatto alcun vaccino, ma ora dovrò mandarla al nido. Siccome io sono contraria ai vaccini vorrei sapere da lei cosa ne pensa e se mandare la piccola all’asilo senza vaccinazioni è peggio che farle. Noi al massimo vorremmo fare Polio, eventualmente Tetano/Difterite, ma insieme fanno anche la pertosse che non vogliamo fare. Per quanto riguarda invece i vaccini facoltativi io sarei molto contraria, ma non si capisce a chi dobbiamo credere dei filoni pro e contro….Ho molto timore sia in un senso che nell’altro. La prego, mi dica cosa ne pensa lei…

La mamma di Paola chiede consiglio sul tema delle vaccinazioni. E’ molto combattuta, quasi angosciata: vuole fare la scelta migliore per la sua bambina. Ricordo bene la risposta che le detti: ‘Avendo fatto vaccinare i miei tre figli, è evidente che la mia valutazione del rapporto rischi-benefici delle vaccinazioni è favorevole a una loro esecuzione’. Decisi di dare una risposta più da genitore che da esperto, perché intuii che questa madre era combattuta dai due opposti schieramenti, pro e contro le vaccinazioni, e non volevo aggiungere altre argomentazioni a quelle che probabilmente aveva già letto o ascoltato. Il problema della mamma di Paola a mio avviso è condensato nella frase ‘siccome io sono contraria ai vaccini…’. Opporsi a priori a una pratica sanitaria è altrettanto negativo che l’aderirvi in maniera acritica e disinformata, soprattutto quando si tratta di una misura preventiva (applicata, cioè, a soggetti sani); per i trattamenti praticati in corso di malattia è, di solito, più facile prendere una decisione (in particolare nel caso di patologie gravi o minacciose per la vita). Le scelte relative alle vaccinazioni non sono molto diverse da quelle che riguardano l’uso degli antibiotici; non conosco alcun medico contrario all’utilizzo dell’antibiotico quando risulta indispensabile per guarire o addirittura per sopravvivere; ciò che viene contestato e discusso è l’uso inappropriato degli antibiotici (quando, ad esempio, vengono assunti a scopo preventivo o per una banale infezione). Per i vaccini possiamo fare lo stesso ragionamento: è utile usarli per impedire malattie mortali o invalidanti (o le loro dirette complicanze), è inutile e improprio impiegarli per evitare una semplice influenza. Per la riflessione che stiamo cercando di fare è, a mio avviso, fuorviante l’attuale normativa sanitaria che divide i vaccini in obbligatori e facoltativi (nei primi addirittura imponendo agli inadempienti una sanzione amministrativa). In Italia, a oggi, solo il Veneto e il Piemonte hanno eliminato l’obbligatorietà, attivando nuove modalità di offerta, indicando quali vaccinazioni sono ‘raccomandate’, alcune per tutta la popolazione, altre solo per categorie a rischio (generalmente si tratta di soggetti con una patologia cronica). La mia speranza è che l’esempio di queste regioni venga presto seguito dalle altre e che l’azione delle politiche vaccinali in futuro venga basata esclusivamente su una informazione corretta e completa e sul coinvolgimento responsabile e libero delle persone (dei genitori nel caso dei bambini). Dialogando con la mamma di Paola dobbiamo evitare il rigido e sterile approccio basato sul blocco pro o contro, così da analizzare serenamente i motivi che rendono una vaccinazione ‘raccomandata’. Con questo approccio diventa evidente che ogni vaccinazione è diversa dalle altre, che ha una sua storia particolare, e che quindi non è né ragionevole né utile essere contrari (o favorevoli) a tutte le vaccinazioni. A questo dobbiamo aggiungere che l’industria farmaceutica, avendo prevalentemente finalità economiche (il suo obiettivo principale è fare profitto), è fortemente motivata a produrre nuovi vaccini (così come anche altri farmaci), al punto che oggi sono allo studio alcune decine di vaccini sperimentali (tra i quali alcuni piuttosto importanti come quello contro la malaria). In futuro sarà quindi sempre più auspicabile che i responsabili delle politiche sanitarie sappiano decidere, in maniera chiara ed esente da conflitti di interessi, quali sono i vaccini veramente da raccomandare (e quindi da offrire gratuitamente) e quali invece del tutto opzionali. Nel caso dei bambini la decisione finale deve spettare ai genitori, che sono sempre alla ricerca della cosa migliore per il loro bambino. Infatti, la mamma di Paola è preoccupata perché la sua bambina, che ormai compie un anno, non è protetta da malattie importanti ed evitabili (come, ad esempio, la polio e il tetano) e si avvicina il momento di entrare in comunità. In realtà quest’ultima preoccupazione è poco rilevante, perché Paola nel suo anno di vita è già stata ampiamente a contatto con un alto numero di persone (ad esempio per strada o in un centro commerciale o in autobus o in chiesa), mentre un luogo del tutto sicuro per lei è proprio il nido, perché tutti (o quasi) gli altri bambini sono già ampiamente vaccinati (da ben tre dosi di sette vaccini). Si chiama ‘immunità di gregge’ la protezione dovuta al contatto con persone che non possono ammalarsi di alcune malattie e che quindi non possono trasmetterle. Questo è un punto fondamentale della nostra riflessione: tutti i programmi vaccinali hanno l’obiettivo principale di abbassare il rischio di epidemie e di ridurre le complicanze che una malattia ad ampia diffusione è in grado di produrre; hanno dunque una forte valenza collettiva, al punto che pochi soggetti non vaccinati non costituiscono un problema (il rischio di epidemia è scongiurato quando viene vaccinato il 95% di una popolazione). Frequentando il nido, la bambina rischia solo infezioni normali (cioè quelle virali comuni e qualche altra forma batterica), per le quali è utile che lei abbia un contatto e possa sviluppare la conseguente immunità naturale; non rischierà invece di contrarre la polio o la difterite, due malattie rare ma pericolose, che potrà semmai prendere nel corso di un viaggio all’estero o per contagio da persone ammalate (o da portatori sani) che provengono da Paesi dove sono ancora presenti. Quanto all’infezione provocata dal tetano, non essendo possibile un’immunità naturale ed essendo un’infezione gravata da una elevata mortalità (50%), non resta che attuare una drastica strategia preventiva. E’ evidente come la mamma di Paola sia particolarmente preoccupata dai possibili rischi collegati alle vaccinazioni. Come per qualunque altro farmaco o pratica medica, anche i vaccini non sono esenti da rischi, però se analizziamo gli effetti collaterali vediamo che gli eventi avversi importanti sono decisamente inferiori alle complicanze delle malattie che si cerca di evitare. Ne abbiamo avuto dimostrazione osservando la situazione sanitaria di nazioni dove, per motivi politici o bellici, i tassi di bambini vaccinati sono velocemente calati (ad esempio in Russia dove all’inizio degli anni Novanta si sono verificate serie epidemie di difterite con diversi bambini deceduti). L’attuale produzione industriale è particolarmente attenta alla sicurezza, anche per ragioni di marketing, e pertanto alcuni conservanti e adiuvanti con presunta tossicità (come il famoso mercurio) sono stati eliminati. Purtroppo, la maggior parte della ricerca è ancora finanziata dalle stesse aziende farmaceutiche (ma lo stesso avviene in tutti gli altri settori della medicina) e questo può ostacolare il rapporto di fiducia nelle decisioni di politica sanitaria e condizionare la capacità di fare scelte indipendenti. Occorrono, quindi, regole molto rigide e garanzie, stabilendo innanzitutto che l’analisi dei dati raccolti e la loro proprietà sono di esclusiva pertinenza di organi pubblici (come l’Istituto superiore di sanità, l’Agenzia italiana del farmaco e gli altri enti europei di vigilanza). Dopo queste brevi riflessioni, molti dubbi della mamma di Paola resteranno tali. Alla fine, però, una decisione dobbiamo prenderla, consapevoli che la soluzione perfetta non esiste e che dobbiamo necessariamente mantenerci in bilico su un difficile crinale. Credo che il cammino sarà più semplice se ci lasceremo guidare principalmente dal desiderio di fare il bene del nostro bambino, mantenendoci il più possibile liberi dai pregiudizi o da formule precostituite.

 

Tratto da “Crescere un figlio” Mondadori, 2013 di Alessandro Volta

 

http://www.librimondadori.it/libri/crescere-un-figlio