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NATI PER LEGGERE A SANT’ILARIO D’ENZA

Leggere ad un bambino è il miglior stimolo che il genitore può offrire per la pienezza dello sviluppo del proprio figlio. Quale mamma e papà non vorrebbe arrivare a questo obiettivo? La ricerca scientifica ha confermato i benefici della lettura non solo sul piano del linguaggio e dell’alfabetizzazione, ma anche per alcune abilità della mente come l’intelligenza emotiva, le capacità di narrare, l’empatia: abilità che fanno la differenza nelle relazioni umane e nel lavoro. Poi, condividere la lettura di un bel libro con il proprio figlio è una delle esperienze più divertenti che si possano fare!!

Per questi motivi, quest’anno ci saranno una serie di opportunità di lettura presso la Casa della Salute di Sant’Ilario d’Enza, a cura delle volontarie Nati per Leggere:”TI LEGGO UNA STORIA“. Ogni secondo martedì del mese, presso la palestra gestanti della Casa della Salute, ci sarà la possibilità di ascoltare, leggere storie per bambini dai……..pochi  mesi in su!!!

Inoltre, ogni primo giovedì del mese, presso la Biblioteca di Sant’Ilario d’Enza, ci saranno le “FILOSTROCCHE DEL GIOVEDI'”, storie ad alta voce sempre a cura delle volontarie Nati per Leggere in collaborazione con le volontarie de “Al Filos”

BUONA LETTURA A TUTTI!!!!

 

NplCasaDellaSalute

 

 

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Prossimo incontro Mums4Mums: Leggimi forte: non è mai troppo presto per iniziare a leggere ai nostri bimbi

Il prossimo sabato, 15 febbrario, alle 10.00 ci sarà il nostro prossimo incontro. Sarà l’occasione per parlare dell’importanza della lettura ad alta voce fin dai primissimi mesi..avremo con noi una lettrice volontaria di Nati per Leggere, tanti libri da guardare, leggere e consigliarci, portare la nostra/vostra esperienza di lettrici e piccoli lettori. Partecipate!!! l’incontro, come sempre, aperto a tutti!!!

Questo sabato portiamo un libro che ci è piaciuto tanto quando eravamo piccoli noi, oppure che ci è piaciuto tanto leggere a nostro figlio o magari il libro preferito di nostro figlio, così potremo scambiarci idee, pareri ed esperienze di lettura!
Vi aspettiamo!!!!!!

 

LEGGERE CON UN BAMBINO E’ IMPORTANTE PERCHE’…

 

  • Fino da quando nasce, ed anche prima, il bambino è in grado ed è contento di ascoltare la voce umana, sia che canti racconti o legga una storia
  • Si stabilisce con lui un rapporto speciale intimo e intenso che fa desiderare al bambino che l’esperienza sia ripetuta nel tempo favorendo l’abitudine all’ascolto che è fondamentale per il bambino ma che permette all’adulto di approfondire la conoscenza dei libri (escursioni in biblioteca o in libreria), a migliorare il modo di proporli e creare delle maggiori possibilità di incontro fra bambino e libri
  • Attraverso i libri il bambino aumenta i tempi di attenzione, e sollecita la sua capacità immaginativa. ( la televisione invece l’annulla)
  • Fino dai primi anni di vita le capacità di apprendimento linguistico del bambino sono molto sviluppate, quindi più stimoli e scambi linguistici si offrono maggior sarà la sua capacità linguistica.
  • Le storie ascoltare permettono al bambino di creare collegamenti logici tra i vari avvenimenti e permette loro di ampliare i propri orizzonti.
  • Il rapporto quotidiano con il libro, costruisce la premessa ideale per la lettura individuale che verrà in seguito. Nei primi anni di vita il bambino copia i genitori
  • Condividendo i libri e le storie l’adulto cresce con il bambino

 

CHE LIBRO SCEGLIERE…

  • I libri destinati alla prima infanzia devono essere sicuri, non tossici lavabili, privi di elementi potenzialmente pericolosi con il marchio CE
  • Alta leggibilità, senza stereotipi con immagini chiare e testi intelligenti che creano curiosità nei bambini, mai banali, che stimolano sia gli adulti che i bambini.
  • I libri devono essere di cartone spesso e piccoli così i bambini possono prenderli in mano

Grazie ad Antonella, bibliotecaria di Quattro Castella che ha ci ha fornito questo articolo

CONFERENZA

Giovedì si inaugura una bellissima serie di conferenze che mirano a proporre ai genitori strumenti (arte, musica, lettura) e riflessioni per favorire la comunicazione efficace nei bambini. Qualcuna viene? E’ alla sera, 20.45 (capisco che sia tardino per chi ha bimbi piccoli), in ogni caso io vado.

Vi metto l’elenco dei relatori di questo primo incontro:
GIOVEDì 25 OTTObRE 2012
Ore 20.45 – Sala polivalente, via Cicalini,14 – Praticello di Gattatico (RE)

CONVEGNO DI APERTURA
Moderatore:
Costantino Panza Pediatra – Coordinamento “Nati per la Musica”
Relatori:
Andrea Apostoli
Presidente AIGAM (Ass. Italiana Gordon Apprendimento Musicale)
Alessandro Volta
Responsabile Pediatria di Comunità all’Ospedale di Montecchio Emilia
Anna Maria Davoli
Pediatra e coordinatrice “Nati per Leggere” – Reggio Emilia
Mariangela Pasciuti
Dirigente scolastico – Docente corso di Laurea Scienze della Formazione
Primaria Università Studi di Modena – Reggio Emilia
Arnalda Mori
ha collaborato con l’Università di Modena e Reggio Emilia
in qualità di Tutor d’aula – Supervisore di tirocinio
Enrica Fontani
Supervisore al tirocinio nel corso di Laurea in Scienze
della Formazione Primaria Università di Bologna
Monica Maccaferri
Musicoterapeuta, Direttore del Centro comunale di Musicoterapia
“M. Uboldi” di Novellara, docente all’Università di Parma
(facoltà di Medicina-Corso di laurea logopedia)
Mariagrazia Orlandini
Illustratrice di libri per l’infanzia
Michela Grasselli e Giuseppe Vitale
Atelieristi e illustratori di libri per l’infanzia
Lorenzo Lotti
Dirigente scolastico I.C. di Gattatico
Daniele Zanoni
Docente ed esperto in dislessia
Sara Rossi
Docente di musica (Ass. Italiana Gordon Apprendimento Musicale)
Licia Artoni
Organista e Docente di musica
Fabio bonvicini
Musicista
con la partecipazione straordinaria del pittore Alfonso borghi

Nati per leggere La lettura sin dai primi mesi di vita: un grande gesto d’amore

Abbiamo mai pensato che un libro potesse essere il migliore amico del nostro bambino, sin dalla tenera età di sei mesi e che trascorrere del tempo con i nostri figli leggendo loro pagine e pagine ad alta voce potesse essere un modo per entrare in relazione profonda, amarli e trascorrere del tempo di qualità, in relax, tutti insieme?

Giorgia Cozza, autrice del recentissimo Me lo leggi? (Il leone verde), ci racconta i mille benefici a doppio senso del leggere per e con i nostri bambini.

La lettura è attenzione, tempo che il genitore dedica al suo piccino, è un appuntamento speciale, una pausa affettuosa tra i mille impegni quotidiani

Perché è importante iniziare a leggere ad alta voce al proprio bambino sin dai primi mesi di vita? 

Prima di tutto perché… è un gesto d’amore! È un modo molto bello di stare insieme: il bimbo è in braccio alla mamma o al papà, insieme sfogliano le pagine colorate di un libro. La voce del genitore accompagna le immagini, dà un nome agli oggetti raffigurati, li indica al piccolo. Il libro è divertente e nell’abbraccio materno si sta bene… Quando il bimbo è tanto piccino, la lettura condivisa è soprattutto coccola, vicinanza, affetto. Si parte da qui e, di libro in libro, chissà dove si arriverà!

Cosa può dare al nostro bambino la lettura ad alta volte in termini di apprendimento e sviluppo delle capacità cognitive? 

Ci sono numerosi studi a questo proposito ed è incredibile quanto bene possa fare un gesto così semplice, come leggere un libro per i nostri bambini. I tempi di attenzione pian piano si allungano, si crea l’abitudine all’ascolto, si sollecitano immaginazione e curiosità. Il linguaggio e la comprensione verbale si ampliano, grazie a nuovi termini che vanno ad arricchire il vocabolario del bambino e la struttura sintattica delle frasi. Si consolida l’intelligenza narrativa, ovvero la capacità innata di organizzare il pensiero in termini narrativi secondo sequenze logico-temporali. È stato inoltre dimostrato un collegamento tra questa consuetudine e, raggiunta l’età scolare, un apprendimento più rapido e meno difficoltoso della lettura. Non solo. La confidenza con il linguaggio letterario, più preciso rispetto al linguaggio parlato, e la dimestichezza con i ritmi narrativi che caratterizzano le storie lette dai genitori, possono favorire anche la produzione scritta, aiutando il bambino a esprimere pensieri, descrivere e raccontare eventi, sviluppando dei testi ricchi e ben strutturati. Per tutti questi motivi, la consuetudine di leggere ai più piccini viene considerata anche una forma di prevenzione nei confronti dell’insuccesso e quindi dell’abbandono scolastico. Infine, pare che la lettura condivisa sia la premessa ideale per crescere un “futuro lettore”.

Cosa dà al bambino in termini di relazione con i genitori e in generale con chi legge con continuità per lui? 

Tantissimo. Perché la lettura condivisa non è solo… lettura. È attenzione, tempo che il genitore dedica al suo piccino, è un appuntamento speciale, una pausa affettuosa tra i mille impegni quotidiani. Sfogliando insieme le pagine di un libro, leggendo una storia, raccontando una fiaba si entra in relazione con il proprio bambino, una relazione fatta di contatto, di sguardi e di voce. Il bimbo assapora la storia narrata e, ancor di più, l’attenzione esclusiva che gli viene riservata. Fiabe e racconti lo aiutano a comprendere meglio la realtà che lo circonda, ma anche i suoi stessi sentimenti, desideri e paure. E in questo percorso, l’adulto è con lui e la lettura condivisa diventa condivisione di emozioni, riflessioni, conoscenze…

Come si sceglie un libro adatto ad un bambino di 6 mesi, 18 mesi, 3 anni e 6 anni? 

Un suggerimento valido per ogni età: leggere un po’ di tutto, leggere libri che ci piacciono. Al nostro bambino e a noi. Detto questo, a sei mesi un bimbo è un lettore “multisensoriale”: per conoscere il libro deve manipolarlo, assaggiarlo, scoprire che rumore fa cadendo sul pavimento… Meglio scegliere libri in cartone, resistenti e facili da pulire, realizzati in materiali atossici (dato che il bimbo li porta alla bocca).

A diciotto mesi, il bimbo comprende e memorizza con facilità storie brevi, in cui il protagonista (un bimbo o un animale) compie una successione di azioni a lui note (giocare, pranzare, fare una passeggiata).

Dal terzo compleanno particolarmente apprezzate sono fiabe e racconti che spiegano il “perché”, l’origine e il funzionamento degli oggetti e dei fenomeni naturali.

A molti bimbi piacciono i libri che offrono informazioni sulla natura, gli animali, la terra, i vulcani. Ma in questa fase sono importanti anche i libri che raccontano la realtà interiore, dando voce alle emozioni del bambino (la preoccupazione di fronte a un’esperienza nuova, l’ingresso alla scuola materna, la paura di perdere l’attenzione dei genitori con la nascita di un fratellino).

A 6 anni la scelta del libro è guidata dal bambino stesso, dai suoi gusti in fatto di storie e dal suo stile di lettore: il suggerimento è di ascoltare e assecondare le sue preferenze.

Una domanda “personale”: qual è il tuo primo ricordo d’infanzia legato alla lettura? 

Il mio babbo che, seduto accanto al letto, nella penombra dell’abatjour, mi leggeva le favole degli animali. Il librone di fiabe che era appartenuto alla mia mamma da bambina, con storie lette e rilette e oggi “tramandate” ai miei figli. Il volume di Zanna Bianca, dono della mia amatissima nonna, per festeggiare l’ingresso alla scuola elementare. Robinson Crusoe, quante ore trascorse a sognare di vivere su un’isola deserta! E la Zuppa di Bottoni di Paperina che mi torna in mente ogni volta che preparo la minestra… Ok, mi fermo qui!

I tempi di attenzione pian piano si allungano, si crea l’abitudine all’ascolto, si sollecitano immaginazione e curiosità

Abbiamo intervistato 

Giorgia Cozza

Giornalista comasca collabora con varie riviste specializzate (Donna&Mamma, Io e il mio Bambino, Dolce Attesa) occupandosi di gravidanza, allattamento, psicologia, salute della mamma e del bambino. È autrice di vari testi legati al settore materno-infantile: E adesso… cresco (Sfera-RCS, 2007), E adesso… regole (Sfera-RCS, 2012), Bebè a costo zero (Il leone verde, 2008 e Mondadori 2012), Quando l’attesa si interrompe (Il leone verde, 2010), Goccia di vita (Editrice AVE, 2010), Me lo leggi? (Il leone verde, 2012), Allattare e lavorare si può (Da mamma a mamma, 2012) e delle Storie di Alice, collana per bimbi da 0 a 6 anni (Il leone verde). È co-autrice di Allattamento al seno (De Agostini, 2011).

Per contatti: giorgia.cozza@giornaledisondrio.it

 

Articolo tratto dal sito:

http://www.viviconsapevole.it/articoli/nati-per-leggere.php

IMPARARE IL LINGUAGGIO DALLA TV O DA VIDEO DEDICATI?

Se lo scopo che ci prefiggiamo è quello di migliorare le competenze del bambino in riferimento al linguaggio recettivo ed espressivo, esporre il bambino alla TV o a programmi video interattivi tramite DVD potrebbe favorire un miglioramento del linguaggio? Per rispondere a questo interrogativo sono stati effettuati diversi studi di intervento realizzati con l’obiettivo di valutare l’efficacia dei diversi supporti multimediali e video rivolti ai bambini dei primi mesi o primi anni di vita. In uno dei più recenti studi sono stati testati 88 bambini tra i dodici e i venticinque mesi di età. Metà dei bambini utilizzarono per sei settimane il DVD “Baby Einstein”, mentre metà fungeva da gruppo di controllo. Alla fine del periodo di esposizione è risultato che i bambini del gruppo di intervento con il DVD non avevano presentato nessun arricchimento di vocabolario rispetto al gruppo di controllo.

Richert RA, Robb MB, Fender JG, Wartella E. Word learning from baby videos. Arch Pediatr Adolesc Med. 2010 May;164(5):432-7.

OBJECTIVE: To examine whether children between 12 and 25 months of age learn words from an infant-directed DVD designed for that purpose. DESIGN: Half of the children received a DVD to watch in their home over the course of 6 weeks. SETTING: All participants returned to a laboratory for testing on vocabulary acquisition every 2 weeks. PARTICIPANTS: Ninety-six 12- to 24-month-old children. MAIN EXPOSURE: Baby videos. MAIN OUTCOME MEASURES: Parent report and observational measures of vocabulary acquisition related to words highlighted in the DVD; parent report of general language development; and parent report of children’s media use. RESULTS: The age at first viewing of baby DVDs was related to children’s general language development. There was no evidence of learning words highlighted in the infant-directed DVD independent of parental intervention. CONCLUSIONS: Researchers should continue to examine whether infant-directed media are effective in teaching infants and toddlers content and consider the cognitive factors related to whether very young viewers should be expected to learn from a DVD.

Per imparare dal video è necessaria l’interazione sociale, ossia la presenza di un adulto che si relazioni affettivamente con il bambino: è questa la conclusione che tutti gli studi rivolti a valutare l’efficacia. Ormai sono numerosissimi gli studi che hanno valutato l’esposizione dei bambini verso i media e l’esito sul linguaggio. Non solo non vi è un miglioramento del linguaggio anche se l’esposizione al video è su programmi dedicati per la fascia di età, ma, più spesso, è presente una riduzione nello sviluppo del linguaggio, soprattutto se l’esposizione video è con contenuti per adulti. Di più, il peggioramento dell’esito sul linguaggio è associato proporzionalmente alla quantità di esposizione al contenuto mediale.

Robb MB, Richert RA, Wartella EA. Just a talking book? Word learning from watching baby videos. Br J Dev Psychol. 2009 Mar; 27(Pt 1):27-45.

This study examined the relationship between viewing an infant DVD and expressive and receptive language outcomes. Children between 12 and 15 months were randomly assigned to view Baby Wordsworth, a DVD highlighting words around the house marketed for children beginning at 12 months of age. Viewings took place in home settings over 6 weeks. After every 2 weeks and five exposures to the DVD, children were assessed on expressive and receptive communication measures.

Results indicated there was no increased growth on either outcome for children who had viewed the DVD as compared to children in the control group, even after multiple exposures. After controlling for age, gender, cognitive developmental level, income, and parent education, the most significant predictor of vocabulary comprehension and production scores was the amount of time children were read to.

Nelle ultime decadi la quantità di tempo libero dedicato dai genitori ai loro figli è diminuita in termini consistenti, mentre cresce a dismisura il fatturato plurimiliardario dell’industria dei prodotti video che promettono un miglior sviluppo dell’intelligenza dei bambini. Lo studio di Zimmerman e coll. sulla valutazione dell’efficacia di uno tra questi prodotti video DVD per bambini, il più reclamizzato e venduto sul mercato, portò alla conclusione che non solo non vi era un miglioramento delle capacità linguistico cognitive nei bambini, ma si associava ad un peggioramento delle abilità comunicative rispetto al gruppo di controllo. La presenza di familiari adulti non migliorava l’esito all’esposizione del DVD. La Walt Disney Company, proprietaria del marchio e del prodotto video chiese ufficialmente all’Università di Washigton una ritrattazione dello studio, contestando numerose inesattezze. (v. Walt Disney domanda ritrattazione ). Dopo una consultazione con gli autori dello studio, l’Università emise un comunicato stampa in cui rifiutava di accettare le richieste della Company, confermando i risultati dello studio (v. risposta Univ. Washington )

Zimmerman FJ, Chirstakis, DA, Melzoff, AN. Associations between Media Viewing and Language Development in Children Under Age 2 Years. J Pediatr 2007;151:364-8

Objective To test the association of media exposure with language development in children under age 2 years. Study design A total of 1008 parents of children age 2 to 24 months, identified by birth certificates, were surveyed by telephone in February 2006. Questions were asked about child and parent demographics, child-parent interactions, and child’s viewing of several content types of television and DVDs/videos. Parents were also asked to complete the short form of the MacArthur-Bates Communicative Development Inventory (CDI). The associations between normed CDI scores and media exposure were evaluated using multivariate regression, controlling for parent and child demographics and parent–child interactions. Results Among infants (age 8 to 16 months), each hour per day of viewing baby DVDs/videos was associated with a 16.99-point decrement in CDI score in a fully adjusted model (95% confidence interval__26.20 to _7.77). Among toddlers (age 17 to 24 months), there were no significant associations between any type of media exposure and CDI scores. Amount of parental viewing with the child was not significantly associated with CDI scores in either infants or toddlers. Conclusions Further research is required to determine the reasons for an association between early viewing of baby DVDs/videos and poor language development.

Schmidt ME, , Rich M,  Rifas-Shiman SL,  Emily Oken E,  Taveras EM. Television Viewing in Infancy and Child Cognition at 3 Years of Age in a US Cohort. Pediatrics 2009;123:e370–e375

OBJECTIVE. To examine the extent to which infant television viewing is associated with language and visual motor skills at 3 years of age. MEASURES.We studied 872 children who were participants in Project Viva, a prospective cohort. The design used was a longitudinal survey, and the setting was a multisite group practice in Massachusetts. At 6 months, 1 year, and 2 years, mothers reported the number of hours their children watched television in a 24-hour period, from which we derived a weighted average of daily television viewing. We used multivariable regression analyses to predict the independent associations of television viewing between birth and 2 years with Peabody Picture Vocabulary Test III and Wide-Range Assessment of Visual Motor Abilities scores at 3 years of age. RESULTS. Mean daily television viewing in infancy (birth to 2 years) was 1.2 (SD: 0.9) hours, less than has been found in other studies of this age group. Mean Peabody Picture Vocabulary Test III score at age 3 was 104.8 (SD: 14.2); mean standardized total Wide-Range Assessment of Visual Motor Abilities score at age 3 was 102.6 (SD: 11.2). After adjusting for maternal age, income, education, Peabody Picture Vocabulary Test III score, marital status, and parity, and child’s age, gender, birth weight for gestational age, breastfeeding duration,  ace/ethnicity, primary language, and average daily sleep duration, we found that each additional hour of television viewing in infancy was not associated with Peabody Picture Vocabulary Test III or total standardized Wide-Range Assessment of Visual Motor Abilities scores at age 3. CONCLUSION. Television viewing in infancy does not seem to be associated with language or visual motor skills at 3 years of age.

DeLoache JS, Chiong C, Sherman K, Islam N, Vanderborght M, Troseth GL, Strouse GA, O’Doherty K.  Do Babies Learn From Baby Media? Psychological Science 21(11) 1570 –1574

Abstract In recent years, parents in the United States and worldwide have purchased enormous numbers of videos and DVDs designed and marketed for infants, many assuming that their children would benefit from watching them. We examined how many new words 12- to 18-month-old children learned from viewing a popular DVD several times a week for 4 weeks at home. The most important result was that children who viewed the DVD did not learn any more words from their monthlong exposure to it than did a control group. The highest level of learning occurred in a no-video condition in which parents tried to teach their children the same target words during everyday activities. Another important result was that parents who liked the DVD tended to overestimate how much their children had learned from it. We conclude that infants learn relatively little from infant media and that their parents sometimes overestimate what they do learn.

Uno studio prospettico che ha coinvolto 253 coppie madre-figlio di bassa estrazione sociale ha voluto misurare l’impatto dell’esposizione al video di bambini di sei mesi di età associando questa all’interazione con il genitore. I dati sui tempi di esposizione ai media (televisione, DVD, cinema, video games) così come i momenti di interazione con il genitore sono stati raccolti tramite intervista o per mezzo di un diario ed è stata eseguita una misurazione del linguaggio al bambino all’età di quattordici mesi. I risultati dello studio hanno dimostrato che l’interazione verbale durante l’esposizione al video riduce l’impatto negativo sul linguaggio, confermando altresì l’impatto negativo del video in assenza di interazione ma non un impatto positivo sul linguaggio dovuto all’interazione verbale tra genitore e bambino durante l’esposizione video. In alcuni casi l’impatto della relazione verbale genitore-bambino può migliorare l’esito sul linguaggio anche se questo non può essere completamente confermato in quanto possono essere presenti altri tipi di stimolazione cognitiva ed educativa nel contesto ambientale in cui vive la famiglia (Fig 3).

Alan L. Mendelsohn AL,  Brockmeyer CA, Dreyer BP, Fierman AH, Berkule-Silberman SB and Tomopoulos S. Do Verbal Interactions with Infants During Electronic Media Exposure Mitigate Adverse Impacts on their Language Development as Toddlers? Inf. Child. Dev. 2010; 19: 577–593

The goal of this study was to determine whether verbal interactions between mothers and their 6-month-old infants during media exposure (‘media verbal interactions’) might have direct positive impacts, or mitigate any potential adverse impacts  of media exposure, on language development at 14 months. For 253 low-income mother–infant dyads participating in a longitudinal study, media exposure and media verbal interactions were assessed using 24-hour recall diaries. Additionally, general level of cognitive stimulation in the home [StimQ] was assessed at 6 months and language development [Preschool Language Scale-4] was assessed at 14 months. Results suggest that media verbal interactions play a role in the language development of infants from low-income, immigrant families. Evidence showed that media verbal interactions moderated adverse impacts of media exposure found on 14-month language development, with adverse associations found only in the absence the these interactions. Findings also suggest that media verbal interactions may have some direct positive impacts on language development, in that media verbal interactions during the co-viewing of media with educational content (but not other content) were predictive of 14-month language independently of overall level of cognitive stimulation in the home.

Da una relazione del Dott.Panza Costantino

Lettura precoce, alfabetizzazione e attaccamento

Lo sviluppo delle capacità del linguaggio e dell’alfabetizzazione negli anni di vita prima della scolarizzazione vengono racchiuse nel termine Early Literacy, dove i ricercatori e i clinici hanno individuato molte aree di sviluppo e di competenza del bambino. Fanno parte di questa vasta sfera di competenza:

– la competenza fonologica;

– lo sviluppo del linguaggio orale;

– la conoscenza del linguaggio scritto;

– la conoscenza delle convenzioni della scrittura (corrispondenza relativa tra linguaggio orale e linguaggio scritto – si scrive da sinistra a destra e dall’alto in basso, l’alfabeto rappresenta i suoni del linguaggio orale);

– la conoscenza delle funzioni della scrittura (un testo che racconta una storia, dà informazioni, dà istruzioni);

– conoscenza dell’alfabeto (conoscenza delle lettere e dell’associazione tra una lettera e il suo nome e tra una lettera ed il suo suono).

La Emergent Literacyconsiste in abilità, conoscenze e attitudini che sono precursori dello sviluppo delle forme convenzionali della lettura e della scrittura. La Emergent Literacyè basata sulla nozione che il bambino acquisisce abilità nelle competenze dell’alfabetizzazione non solo come un risultato di istruzioni dirette, ma anche come un prodotto di un ambiente stimolante e responsivo, nel quale il libro è presente tra le normali attività del bambino. L’utilizzo del libro e la sua funzionalità sono pertanto compresi dal bambino durante il processo dell’Early Literacy, motivandolo ed incoraggiandolo nell’uso del libo stesso (Britto PR, Fuligni AS, Brooks-Gunn J. Reading Ahead: Effective Interventions for Young Children’s Early Literacy Development. In: “Handbook of Early Literacy Research – Vol 2”.  DK Dickinson and SB Neuman editors. Guilford Press 2006). Si pensa che l’origine della Emergent Literacy sia nella precoce relazione che si instaura tra mamma e bambino in occasione, ad esempio, della lettura di libri scritti, libri illustrati o in parole scritte nello schermo televisivo. Questa precoce interazione madre-bambino si suppone consistere in quella che viene definita impalcatura del dialogo, il cosiddetto “scaffolding” nella pedagogia di Jerome Bruner e Lev Vygotskij. In una prospettiva storico-culturale, è ipotizzato che la madre crei una “zona di sviluppo prossimale” per il bambino, dove, quello che il bambino non è in grado di fare da solo, lo fa interagendo con la propria madre. Nella zona di sviluppo prossimale (Zone of Proximal Development) non si valuta il livello di sviluppo delle capacità e delle competenze del bambino, ma piuttosto il suo potenziale apprendimento. In assenza di un supporto, di una guida o di un sostegno, questo potenziale potrebbe non realizzarsi, e conseguentemente, il bambino non potrebbe mai arrivare ad un più alto livello di sviluppo (Bodrova E, Leong DJ. Vygotskian Perspectives on Teaching and Learning Early Literacy. In: “Handbook of Early Literacy Research – Vol 2”.  DK Dickinson and SB Neuman editors. Guilford Press 2006)

Bus AG, Van IJzendoorn, MH. Mother-child interactions, attachment, and emergent literacy: A cross-sectional study. Child Development. Vol 59(5), Oct 1988, 1262-1272.

Examined mother–child interactions as they relate to written language, attachment security, and the child’s performance on emergent-literacy measures, using 16 1½-yr-olds, 15 3½-yr-olds, and 14 5½-yr-olds. Each mother–child dyad read through 2 books and watched “Sesame Street” fragments about letters and words. In the older groups the children were left on their own by the mother for about 1 hr, during which they were tested and it was observed how the children reacted upon the return of the mother. In addition, each 3½- and 5½-yr-old completed 5 emergent-literacy tests. Results suggest that mothers of small children give reading instruction. In securely attached dyads, there was less need to discipline; the children were less distracted than in anxiously attached dyads.

Pertanto, la Emergent Literacy è la “emersione” nel corso dello sviluppo di uno straordinario complesso di interazioni psichiche, affettive, intellettive che il bambino sviluppa interagendo con l’adulto che gli legge un libro con lettere e/o figure (Medico e Bambino 2001; 5:334).La Emergent Literacy sottolinea il fatto che l’apprendimento della Literacy e della capacità di leggere non è un evento che avviene al tempo della prima classe elementare ma è uno sviluppo continuo di capacità e di esperienze compiute durate gli anni precedenti l’ingresso della scuola elementare. Un apprendimento che si può fare solo se si è in una “sana” relazione con una figura primaria di attaccamento.

Tratta da una relazione del Dott.Panza