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Una proteina nel latte materno svolge attività antitumorale

Il latte materno fa bene, e i bambini che possono godere di questo alimento ne traggono molti benefici – mamma compresa.
Tra i molti vantaggi dell’allattamento al seno, sia a livello fisiologico che psicologico, pare vi sia anche l’attività antitumorale che, sebbene non sia del tutto chiara, è ormai fatto noto.

Lo studio che ha cercato di comprendere l’attività della proteina TNF-Related Apoptosis-Inducing Ligand (TRAIL) è stato condotto dai ricercatori italiani dell’IRCCS L’Istituto materno infantile di Burlo Garofolo (Trieste), dell’Università di Trieste e dell’Università di Ferrara. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Human Lactation.
Il dottor Riccardo Davanzo e colleghi hanno reclutato un gruppo di 55 neomamme che non presentavano sintomi di eclampsia, infezioni o febbre, e avevano partorito a termine gravidanza neonati sani.
Alle partecipanti sono stati prelevati dei campioni di colostro – la prima forma di latte che viene emessa dalla mammella – e dei campioni di latte già del tutto formato. Allo stesso tempo hanno raccolto dei campioni di sangue di donne sane e dei campioni di alimenti per lattanti pronti all’uso – in particolare latte formula.

Una volta che tutti i campioni sono stati a disposizione dei ricercatori, ne sono stati analizzati e misurati i livelli di TRAIL. Gli elementi raccolti e le analisi hanno permesso di stabilire che il colostro e il latte materno contenevano rispettivamente da 100 a 400 volte maggiori livelli di TRAIL che non quello presente nel sangue. Nel latte formula, come prevedibile, non sono state trovate tracce di TRAIL.
A detta dei ricercatori, questo è il primo studio a valutare e misurare la presenza del TRAIL nel colostro e nel latte materno umano. Ed è anche la prima volta che si evidenzia come in questi vi siano elevati livelli di questa proteina rispetto a quella circolante nel sangue in genere.

«Il ruolo importante dell’allattamento al seno nella prevenzione di certi tumori infantili, come la leucemia linfoblastica, il morbo di Hodgkin e neuroblastoma, è stato precedentemente dimostrato – hanno scritto gli autori – Tuttavia, il TRAIL endogeno solubile rappresenta un forte candidato per spiegare l’effetto complessivo biologico contro il cancro dell’allattamento al seno».
Ecco confermata ancora una volta l’importanza dell’allattamento al seno che risulta vincente sotto tutti i punti di vista: da quello più prosaicamente economico, a quello della salute – che non ha prezzo.

Pubblicato sul sito de La Stampa

http://www.lastampa.it/2012/04/26/scienza/benessere/salute/una-proteina-nel-latte-materno-svolge-attivita-antitumorale-Dzx08A7bCfkeTYDRlKSm1H/index.html

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Allattare un bambino non è una scommessa

Riporto questo articolo di Giorgia Cozza, che, come sempre, tratta l’argomento allattamento in maniera semplice, chiara e senza pregiudizi di genere! L’articolo è tratto dal sito http://www.bambinonaturale.it

 

Chissà se avrai latte. Che fortunata quella mamma che ha allattato.

Quando si discute di allattamento con una donna in attesa di un bimbo o con una neomamma, ci si riferisce spesso alla… fortuna. Chi allatta è fortunato.

La buona riuscita dell’allattamento non è praticamente mai presentata come un dato di fatto – se lo desideri, allatterai – ma come una possibilità, una speranza, un qualcosa da verificare al momento…

Non è un caso, credo, se sono ancora tanto numerose le donne che avrebbero desiderato allattare e non ci sono riuscite. Perchè, diciamolo, queste premesse non sono certo d’aiuto.

Se la possibilità di allattare felicemente è percepita come una sorta di vincita alla lotteria, va da sé che allattare non è per tutti. Anzi… E va da sé che le mamme al primo figlio partano con passo un po’ incerto, speranzose sì, ma non pienamente sicure di sé e delle proprie possibilità di riuscita. Possibilità di riuscita di cui buona parte della società parla con atteggiamento possibilista, nel migliore dei casi, scettico, nei peggiori.

E lo stato d’animo, conta. Caspita, se conta.

Eppure, se ci pensiamo, non ha senso. Perchè dovremmo mettere in dubbio le potenzialità della mamma di nutrire al meglio il suo bambino? Come è arrivata la specie umana fino a qui? È stato il latte materno a permettere l’evoluzione nei secoli.

Ma oggi va così, penserà qualcuno. Tante donne il latte non ce l’hanno. Domanda: com’è che succede proprio a noi, alle mamme occidentali di non produrre latte? Allattano le mamme africane che non hanno cibo a sufficienza…

Il nostro corpo si è forse involuto rispetto al passato? No, proprio no. Il corpo delle donne – di tutte le donne – è “potente”.

Sa nutrire, custodire, proteggere la vita prima della nascita. E dopo il parto, è predisposto per nutrire il figlio che è nato. Le patologie che impediscono effettivamente l’allattamento per fortuna sono rare.

Cominciassimo a crederci tutti un po’ di più, o meglio, tornassimo a crederci (perchè fino all’avvento della formula artificiale, il latte materno non era messo tanto in dubbio), più donne potrebbero realizzare il loro desiderio di nutrire al seno.

Perchè nella maggior parte dei casi, non è il latte che manca, ma sono le informazioni e i suggerimenti giusti. Manca una comunità che sostiene la donna e l’allattamento.

Non sappiamo più come si fa ad allattare. È normale, abbiamo perso questo “sapere”, perchè c’è stato un black out di alcuni decenni in seguito al boom del biberon.

E qui sta il punto. Se non riceviamo le informazioni giuste per far partire l’allattamento, anche se la “macchina” è pronta – le ghiandole mammarie sono perfette, la situazione ormonale è favorevole, tutto è predisposto per… – se non sappiamo come gestire le poppate o riceviamo indicazioni sbagliate (come quelle di allattare ogni tre ore, o di interrompere le poppate dopo un tempo prestabilito, o di fare la doppia pesata, ecc.), la macchina non parte.

O se parte, non va lontano.

Ma non perchè era difettosa, o perchè noi non avevamo voglia di impegnarci/tenere duro/resistere o cose del genere. Semplicemente perchè non sapevamo come farla funzionare.

Sarebbe bello non sentirla più questa frase “Chissà se avrai latte?”.

Alle future mamme si potrebbe dire “Informati bene eh! Così allatterai a lungo e felicemente!”.

Crederci magari non è tutto, ma è tanto. E molte più mamme non dovrebbero vivere lo sconforto di un allattamento non riuscito. E non dovrebbero sentirsi amareggiate, nel leggere articoli come questo.

Giorgia Cozza

http://www.bambinonaturale.it/2012/09/allattare-bambino-non-e-scommessa/

I neonati “fiutano” il latte: il seno materno ha per loro un odore irresistibile

Non sono solo gli adulti a non saper resistere al profumo del cibo. Anche i neonati trovano irresistibile l’odore del latte materno, e quando sono affamati i loro nasi li guidano verso la fonte del cibo: la scoperta, pubblicata su New Scientist, è stata effettuata da un gruppo di studiosi francesi del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica di Digione guidati da Benoist Schaal. Secondo i ricercatori il merito è delle piccole ghiandole – visibili a occhio nudo – sull’areola, intorno al capezzolo: appaiono come dei minuscoli rigonfiamenti e producono un liquido – la cui funzione, fino a oggi, si riteneva fosse esclusivamente quella di proteggere il capezzolo dall’«usura» provocata dalla suzione dei neonati – il cui odore sarebbe irresistibile per i piccoli, soprattutto quando affamati.

Gli studiosi hanno contato il numero di ghiandole sui seni di 121 mamme entro i primi tre giorni dal parto: e hanno scoperto che i bambini delle donne che avevano 9 o più ghiandole per seno si attaccavano con più facilità, mangiavano di più e prendevano peso più facilmente. Non solo: dallo studio è emerso anche che le mamme che partorivano per la prima volta avevano, in media, più ghiandole – secondo i ricercatori una sorta di «vantaggio» concesso da Madre Natura per aiutarle nella nuova esperienza.

Secondo lo studioso la scoperta potrebbe avere delle implicazioni pratiche: nel caso di bambini prematuri e alimentati tramite sondino, per esempio, far odorare loro il liquido prodotto dalle ghiandole della mamma potrebbe aiutarli a riconoscere l’odore della propria mamma e ad attaccarsi più facilmente una volta iniziato ad alimentarsi naturalmente.

di Miriam Cesta (05/04/2012)

http://salute24.ilsole24ore.com/articles/13726-i-neonati-fiutano-il-latte-il-seno-materno-ha-per-loro-un-odore-irresistibile