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Nati per leggere La lettura sin dai primi mesi di vita: un grande gesto d’amore

Abbiamo mai pensato che un libro potesse essere il migliore amico del nostro bambino, sin dalla tenera età di sei mesi e che trascorrere del tempo con i nostri figli leggendo loro pagine e pagine ad alta voce potesse essere un modo per entrare in relazione profonda, amarli e trascorrere del tempo di qualità, in relax, tutti insieme?

Giorgia Cozza, autrice del recentissimo Me lo leggi? (Il leone verde), ci racconta i mille benefici a doppio senso del leggere per e con i nostri bambini.

La lettura è attenzione, tempo che il genitore dedica al suo piccino, è un appuntamento speciale, una pausa affettuosa tra i mille impegni quotidiani

Perché è importante iniziare a leggere ad alta voce al proprio bambino sin dai primi mesi di vita? 

Prima di tutto perché… è un gesto d’amore! È un modo molto bello di stare insieme: il bimbo è in braccio alla mamma o al papà, insieme sfogliano le pagine colorate di un libro. La voce del genitore accompagna le immagini, dà un nome agli oggetti raffigurati, li indica al piccolo. Il libro è divertente e nell’abbraccio materno si sta bene… Quando il bimbo è tanto piccino, la lettura condivisa è soprattutto coccola, vicinanza, affetto. Si parte da qui e, di libro in libro, chissà dove si arriverà!

Cosa può dare al nostro bambino la lettura ad alta volte in termini di apprendimento e sviluppo delle capacità cognitive? 

Ci sono numerosi studi a questo proposito ed è incredibile quanto bene possa fare un gesto così semplice, come leggere un libro per i nostri bambini. I tempi di attenzione pian piano si allungano, si crea l’abitudine all’ascolto, si sollecitano immaginazione e curiosità. Il linguaggio e la comprensione verbale si ampliano, grazie a nuovi termini che vanno ad arricchire il vocabolario del bambino e la struttura sintattica delle frasi. Si consolida l’intelligenza narrativa, ovvero la capacità innata di organizzare il pensiero in termini narrativi secondo sequenze logico-temporali. È stato inoltre dimostrato un collegamento tra questa consuetudine e, raggiunta l’età scolare, un apprendimento più rapido e meno difficoltoso della lettura. Non solo. La confidenza con il linguaggio letterario, più preciso rispetto al linguaggio parlato, e la dimestichezza con i ritmi narrativi che caratterizzano le storie lette dai genitori, possono favorire anche la produzione scritta, aiutando il bambino a esprimere pensieri, descrivere e raccontare eventi, sviluppando dei testi ricchi e ben strutturati. Per tutti questi motivi, la consuetudine di leggere ai più piccini viene considerata anche una forma di prevenzione nei confronti dell’insuccesso e quindi dell’abbandono scolastico. Infine, pare che la lettura condivisa sia la premessa ideale per crescere un “futuro lettore”.

Cosa dà al bambino in termini di relazione con i genitori e in generale con chi legge con continuità per lui? 

Tantissimo. Perché la lettura condivisa non è solo… lettura. È attenzione, tempo che il genitore dedica al suo piccino, è un appuntamento speciale, una pausa affettuosa tra i mille impegni quotidiani. Sfogliando insieme le pagine di un libro, leggendo una storia, raccontando una fiaba si entra in relazione con il proprio bambino, una relazione fatta di contatto, di sguardi e di voce. Il bimbo assapora la storia narrata e, ancor di più, l’attenzione esclusiva che gli viene riservata. Fiabe e racconti lo aiutano a comprendere meglio la realtà che lo circonda, ma anche i suoi stessi sentimenti, desideri e paure. E in questo percorso, l’adulto è con lui e la lettura condivisa diventa condivisione di emozioni, riflessioni, conoscenze…

Come si sceglie un libro adatto ad un bambino di 6 mesi, 18 mesi, 3 anni e 6 anni? 

Un suggerimento valido per ogni età: leggere un po’ di tutto, leggere libri che ci piacciono. Al nostro bambino e a noi. Detto questo, a sei mesi un bimbo è un lettore “multisensoriale”: per conoscere il libro deve manipolarlo, assaggiarlo, scoprire che rumore fa cadendo sul pavimento… Meglio scegliere libri in cartone, resistenti e facili da pulire, realizzati in materiali atossici (dato che il bimbo li porta alla bocca).

A diciotto mesi, il bimbo comprende e memorizza con facilità storie brevi, in cui il protagonista (un bimbo o un animale) compie una successione di azioni a lui note (giocare, pranzare, fare una passeggiata).

Dal terzo compleanno particolarmente apprezzate sono fiabe e racconti che spiegano il “perché”, l’origine e il funzionamento degli oggetti e dei fenomeni naturali.

A molti bimbi piacciono i libri che offrono informazioni sulla natura, gli animali, la terra, i vulcani. Ma in questa fase sono importanti anche i libri che raccontano la realtà interiore, dando voce alle emozioni del bambino (la preoccupazione di fronte a un’esperienza nuova, l’ingresso alla scuola materna, la paura di perdere l’attenzione dei genitori con la nascita di un fratellino).

A 6 anni la scelta del libro è guidata dal bambino stesso, dai suoi gusti in fatto di storie e dal suo stile di lettore: il suggerimento è di ascoltare e assecondare le sue preferenze.

Una domanda “personale”: qual è il tuo primo ricordo d’infanzia legato alla lettura? 

Il mio babbo che, seduto accanto al letto, nella penombra dell’abatjour, mi leggeva le favole degli animali. Il librone di fiabe che era appartenuto alla mia mamma da bambina, con storie lette e rilette e oggi “tramandate” ai miei figli. Il volume di Zanna Bianca, dono della mia amatissima nonna, per festeggiare l’ingresso alla scuola elementare. Robinson Crusoe, quante ore trascorse a sognare di vivere su un’isola deserta! E la Zuppa di Bottoni di Paperina che mi torna in mente ogni volta che preparo la minestra… Ok, mi fermo qui!

I tempi di attenzione pian piano si allungano, si crea l’abitudine all’ascolto, si sollecitano immaginazione e curiosità

Abbiamo intervistato 

Giorgia Cozza

Giornalista comasca collabora con varie riviste specializzate (Donna&Mamma, Io e il mio Bambino, Dolce Attesa) occupandosi di gravidanza, allattamento, psicologia, salute della mamma e del bambino. È autrice di vari testi legati al settore materno-infantile: E adesso… cresco (Sfera-RCS, 2007), E adesso… regole (Sfera-RCS, 2012), Bebè a costo zero (Il leone verde, 2008 e Mondadori 2012), Quando l’attesa si interrompe (Il leone verde, 2010), Goccia di vita (Editrice AVE, 2010), Me lo leggi? (Il leone verde, 2012), Allattare e lavorare si può (Da mamma a mamma, 2012) e delle Storie di Alice, collana per bimbi da 0 a 6 anni (Il leone verde). È co-autrice di Allattamento al seno (De Agostini, 2011).

Per contatti: giorgia.cozza@giornaledisondrio.it

 

Articolo tratto dal sito:

http://www.viviconsapevole.it/articoli/nati-per-leggere.php

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Lettura precoce, alfabetizzazione e attaccamento

Lo sviluppo delle capacità del linguaggio e dell’alfabetizzazione negli anni di vita prima della scolarizzazione vengono racchiuse nel termine Early Literacy, dove i ricercatori e i clinici hanno individuato molte aree di sviluppo e di competenza del bambino. Fanno parte di questa vasta sfera di competenza:

– la competenza fonologica;

– lo sviluppo del linguaggio orale;

– la conoscenza del linguaggio scritto;

– la conoscenza delle convenzioni della scrittura (corrispondenza relativa tra linguaggio orale e linguaggio scritto – si scrive da sinistra a destra e dall’alto in basso, l’alfabeto rappresenta i suoni del linguaggio orale);

– la conoscenza delle funzioni della scrittura (un testo che racconta una storia, dà informazioni, dà istruzioni);

– conoscenza dell’alfabeto (conoscenza delle lettere e dell’associazione tra una lettera e il suo nome e tra una lettera ed il suo suono).

La Emergent Literacyconsiste in abilità, conoscenze e attitudini che sono precursori dello sviluppo delle forme convenzionali della lettura e della scrittura. La Emergent Literacyè basata sulla nozione che il bambino acquisisce abilità nelle competenze dell’alfabetizzazione non solo come un risultato di istruzioni dirette, ma anche come un prodotto di un ambiente stimolante e responsivo, nel quale il libro è presente tra le normali attività del bambino. L’utilizzo del libro e la sua funzionalità sono pertanto compresi dal bambino durante il processo dell’Early Literacy, motivandolo ed incoraggiandolo nell’uso del libo stesso (Britto PR, Fuligni AS, Brooks-Gunn J. Reading Ahead: Effective Interventions for Young Children’s Early Literacy Development. In: “Handbook of Early Literacy Research – Vol 2”.  DK Dickinson and SB Neuman editors. Guilford Press 2006). Si pensa che l’origine della Emergent Literacy sia nella precoce relazione che si instaura tra mamma e bambino in occasione, ad esempio, della lettura di libri scritti, libri illustrati o in parole scritte nello schermo televisivo. Questa precoce interazione madre-bambino si suppone consistere in quella che viene definita impalcatura del dialogo, il cosiddetto “scaffolding” nella pedagogia di Jerome Bruner e Lev Vygotskij. In una prospettiva storico-culturale, è ipotizzato che la madre crei una “zona di sviluppo prossimale” per il bambino, dove, quello che il bambino non è in grado di fare da solo, lo fa interagendo con la propria madre. Nella zona di sviluppo prossimale (Zone of Proximal Development) non si valuta il livello di sviluppo delle capacità e delle competenze del bambino, ma piuttosto il suo potenziale apprendimento. In assenza di un supporto, di una guida o di un sostegno, questo potenziale potrebbe non realizzarsi, e conseguentemente, il bambino non potrebbe mai arrivare ad un più alto livello di sviluppo (Bodrova E, Leong DJ. Vygotskian Perspectives on Teaching and Learning Early Literacy. In: “Handbook of Early Literacy Research – Vol 2”.  DK Dickinson and SB Neuman editors. Guilford Press 2006)

Bus AG, Van IJzendoorn, MH. Mother-child interactions, attachment, and emergent literacy: A cross-sectional study. Child Development. Vol 59(5), Oct 1988, 1262-1272.

Examined mother–child interactions as they relate to written language, attachment security, and the child’s performance on emergent-literacy measures, using 16 1½-yr-olds, 15 3½-yr-olds, and 14 5½-yr-olds. Each mother–child dyad read through 2 books and watched “Sesame Street” fragments about letters and words. In the older groups the children were left on their own by the mother for about 1 hr, during which they were tested and it was observed how the children reacted upon the return of the mother. In addition, each 3½- and 5½-yr-old completed 5 emergent-literacy tests. Results suggest that mothers of small children give reading instruction. In securely attached dyads, there was less need to discipline; the children were less distracted than in anxiously attached dyads.

Pertanto, la Emergent Literacy è la “emersione” nel corso dello sviluppo di uno straordinario complesso di interazioni psichiche, affettive, intellettive che il bambino sviluppa interagendo con l’adulto che gli legge un libro con lettere e/o figure (Medico e Bambino 2001; 5:334).La Emergent Literacy sottolinea il fatto che l’apprendimento della Literacy e della capacità di leggere non è un evento che avviene al tempo della prima classe elementare ma è uno sviluppo continuo di capacità e di esperienze compiute durate gli anni precedenti l’ingresso della scuola elementare. Un apprendimento che si può fare solo se si è in una “sana” relazione con una figura primaria di attaccamento.

Tratta da una relazione del Dott.Panza