Archivio tag | lettura

LEGGERE CON UN BAMBINO E’ IMPORTANTE PERCHE’…

 

  • Fino da quando nasce, ed anche prima, il bambino è in grado ed è contento di ascoltare la voce umana, sia che canti racconti o legga una storia
  • Si stabilisce con lui un rapporto speciale intimo e intenso che fa desiderare al bambino che l’esperienza sia ripetuta nel tempo favorendo l’abitudine all’ascolto che è fondamentale per il bambino ma che permette all’adulto di approfondire la conoscenza dei libri (escursioni in biblioteca o in libreria), a migliorare il modo di proporli e creare delle maggiori possibilità di incontro fra bambino e libri
  • Attraverso i libri il bambino aumenta i tempi di attenzione, e sollecita la sua capacità immaginativa. ( la televisione invece l’annulla)
  • Fino dai primi anni di vita le capacità di apprendimento linguistico del bambino sono molto sviluppate, quindi più stimoli e scambi linguistici si offrono maggior sarà la sua capacità linguistica.
  • Le storie ascoltare permettono al bambino di creare collegamenti logici tra i vari avvenimenti e permette loro di ampliare i propri orizzonti.
  • Il rapporto quotidiano con il libro, costruisce la premessa ideale per la lettura individuale che verrà in seguito. Nei primi anni di vita il bambino copia i genitori
  • Condividendo i libri e le storie l’adulto cresce con il bambino

 

CHE LIBRO SCEGLIERE…

  • I libri destinati alla prima infanzia devono essere sicuri, non tossici lavabili, privi di elementi potenzialmente pericolosi con il marchio CE
  • Alta leggibilità, senza stereotipi con immagini chiare e testi intelligenti che creano curiosità nei bambini, mai banali, che stimolano sia gli adulti che i bambini.
  • I libri devono essere di cartone spesso e piccoli così i bambini possono prenderli in mano

Grazie ad Antonella, bibliotecaria di Quattro Castella che ha ci ha fornito questo articolo

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Dislessia. La musica come opportunità

A Montebelluna il 5 febbraio 2011, con ACP Asolo, si è parlato di “musica e dislessia”: una stimolante associazione tra un disturbo della sfera della lettura, la dislessia, e la musica con la sua peculiarità di sviluppo delle capacità comunicative, di attenzione e di ascolto. L’ampia sala della locale biblioteca comunale era gremita di pediatri, genitori, insegnanti e maestri di musica. Dopo un’“Ouverture in versi” il professor G. Stella, docente universitario e presidente del comitato professionale dell’Associazione Italiana Dislessia, ci ha accompagnato nei complessi sentieri di questo disturbo specifico di apprendimento. L’ascolto di una lettura registrata di una bambina dislessica ha reso la drammaticità dell’impegno scolastico per questi bambini. La dislessia ha prevalenze differenti a seconda della complessità ortografica e di lettura della lingua considerata: inglese e francese sono le lingue più penalizzate. I sistemi di apprendimento procedurale ed esplicito sono alla base della spiegazione di questa difficoltà. L’incremento di efficienza della memoria procedurale non si manifesta, quindi non si realizza il risultato automatico all’esposizione degli stimoli: l’allenamento alla lettura non sortisce l’effetto atteso e il bambino sembra essere di fronte, in ogni momento di lettura, a una nuova esperienza. Vissuti faticosi che consumano il grado di attenzione dei bambini e spesso deludono o addirittura irritano quegli insegnanti che non riconoscono il grande sforzo del bambino.
Non ci sono lesioni cerebrali ma una diversa migrazione neuronale del sistema magno-cellulare durante la vita fetale: una delle tanti varianti della normalità. Inoltre, un terzo dei dislessici ha una diversa visione para-foveale che riduce le capacità di inseguimento visivo: una difficoltà in più. G. Stella ha sottolineato che il dislessico non è un disabile, ma è un “neurodiverso”, con uno sviluppo
neuronale atipico: piccole modificazioni funzionali con esiti macroscopici della lettura. Anche la lettura dello spartito musicale porta al dislessico gli stessi problemi di transcodifica delle lettere stampate. Un grande problema per i musicisti che devono spesso leggere lo spartito musicale a prima vista. O. Bergadano, mamma di una ragazza dislessica che frequenta il Conservatorio di musica, ha portato una testimonianza autobiografica forte, equilibrata, di grande impatto emotivo, e sostenuta dalla professoressa M. Bufano, docente per alunni dislessici presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Solo riconoscendo il problema e affrontandolo con idonei ausili, motivazione professionale e mo di ficando le regole scolastiche – in questo caso le prove di solfeggio – questi ragazzi possono esprimere le loro capacità musicali e proseguire nel percorso scolastico. M. L. Zuccolo con grande entusiasmo ha illustrato il progetto “Nati per la Musica”, le basi neurofisiologiche che ne sono i presupposti, l’importanza delle relazioni affettive per la maturazione armonica neurosinaptica e lo sviluppo dell’intelligenza. La comunicazione musicale (“l’abbraccio sonoro”) è tra i migliori stimoli a disposizione dei genitori.
“Offrire la musica ai nostri cuccioli è come offrire frecce in più alla faretra che il bambino ha alla nascita” sono le parole con cui il maestro di musica Roberto Spremulli ha chiuso l’intensa mattinata.
Costantino Panza

Tratto da http://www.quaderniacp.it/