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È corretto dare sculacciate?

Riporto questo interessante articolo di Costantino Panza, pediatra (Quaderni acp 2010; 17(2): 83).

Cosa sono le punizioni corporali
Questo interrogativo è stato ampiamente studiato negli ultimi venti anni. Definiamo innanzitutto cosa intendiamo per punizioni corporali nell’intento di precisare e meglio comprendere ciò di cui stiamo parlando. Le punizioni corporali sono
l’utilizzo della forza fisica con l’inten zione di causare un’esperienza di dolore al bambino, ma non di provocare una lesione
fisica, allo scopo di correggere o contenere un cattivo comportamento del bambino. Picchiare con una sculacciata nel sedere, dare uno schiaffo, una spinta con forza, un brusco strattone, una bacchettata sulle mani, dare un pizzicotto, scuotere con forza un bambino sono azioni considerate come punizioni corporali ch i genitori (o chi accudisce il bambino) spesso adottano come atto educativo.
Statisticamente nel mondo occidentale la maggior parte dei genitori ha utilizzato o utilizza le punizioni corporali. In alcune
casistiche si è arrivati a stimare che an che più del 90% dei genitori ha usato la forza fisica verso i loro bambini.

Perché a volte scappano le sculacciate?
Alcuni fattori favoriscono l’uso della punizione fisica verso i nostri figli. Innanzitutto l’esperienza di essere stati picchiati dai propri genitori, la scarsa comprensione del livello di sviluppo del proprio figlio, un basso livello di stato socioeconomico, il credo religioso o una naturale predisposizione a usare la forza fisica come punizione. Spesso le punizioni fisiche sono impiegate a causa di particolari tipi di comportamento del bambino, come quando si mette in situazioni di pericolo fisico,
oppure quando picchia un altro bambino o se disobbedisce a una regola prestabilita (non mette in ordine la stanza, per
esempio) e, infine, se manca di rispetto o si oppone all’autorità dell’adulto.
Un sentimento di profonda tristezza o di rabbia, così come la mancanza di controllo sui nostri stati emotivi, sono stati d’animo associati all’utilizzo delle punizioni fisiche. Anche un sentimento di frustrazione rispetto ai nostri risultati educativi o una depressione materna sono fattori facilitanti le punizioni fisiche.

Quali sono le conseguenze delle punizioni fisiche?
L’intento della sculacciata è quello di correggere o fermare un comportamento non voluto. Tuttavia sono ormai diverse
centinaia gli studi scientifici che hanno valutato gli esiti sempre negativi e le conseguenze a distanza di tempo di questo
pesante comportamento educativo. Per esempio, la maggior parte dei bambini puniti fisicamente per il loro comportamento
aggressivo diventa ancora più aggressiva. Alcuni di questi rimangono aggressivi anche da adulti o con un disadattamento
sociale. Inoltre, c’è una evidente associazione tra educazione con le percosse e comportamento criminale da adulto. Un bambino che ha subìto una disciplina corporale avrà più facilmente una bassa autostima da adulto a differenza del bambino non picchiato. Una propensione alla depressione e all’alcolismo è stata associata a una educazione con punizioni fisiche. Una madre che utilizza sculacciate e altri tipi di percosse può facilmente portare a disturbi nella sfera delle emozioni e del comportamento del bambino e anche a costruire una cattiva relazione genitore-figlio anche nell’età adulta.

Che rischi ci sono per i bambini quando vengono picchiati?
Alcune ricerche mediche attualmente si orientano a considerare la punizione fisica adottata quale mezzo di disciplina come un rischio per il maltrattamento. Infatti, a causa della giovanissima età e della propria costituzione fisica, il bambino può avere un’esperienza non solo di dolore, come è nell’intento del genitore, ma anche di vero e proprio danno nel fisico, in quanto l’adulto pesa almeno tre o quattro volte di più e ha molta più forza fisica del proprio figlio. Inoltre, la punizione fisica è talvolta associata ad attacchi verbali da parte dell’adulto che favoriscono stress psicologici che gli specialisti dell’infanzia classificano come abusi emozionali e che possono la sciare disturbi psicopatologici evidenti anche nell’età adulta.

In conclusione
Il bambino che viene picchiato con l’intenzione di ottenere una correzione, di solito, impara una lezione molto più profonda: che i problemi possono essere risolti con la violenza. Se noi genitori utilizziamo tali sistemi con l’intento di insegnare ai bambini l’autocontrollo, non solo sbagliamo, ma incoraggiamo un comportamento opposto. Dobbiamo noi genitori imparare l’autocontrollo, perché picchiare i bambini tende a far aumentare la probabilità che da adulti abbiano meno autocontrollo, meno autostima e relazioni più disturbate, che siano più soggetti alla depressione e che maltrattino a loro volta i figli e il coniuge. Non ascoltiamo i cosiddetti “esperti” che dicono che una sculacciata fa bene: sono ignoranti o in malafede!

Come fare?
Ci sono molte alternative per l’educazione del proprio bambino senza dover adoperare la forza fisica. Ogni strategia educativa
deve essere calata nella singola realtà familiare, considerando il temperamento del bambino e il suo grado di sviluppo.
Proprio per questo motivo il pediatra di famiglia è il professionista più competente nel confronto con i genitori per una nuova sfida educativa che non contempli più la sculacciata come metodo educativo. Parliamone con lui.
Fonti bibliografiche
Strauss MA. Corporal punishment and primary Prevention of phisical abuse. Child Abuse Neglect 2000;24;1109-14.
Gershoff E. The short – and long-term effects of corporal punishment on children: a meta-analytical and Theoretical Review. Psychol Bull 2002;128:539-79.
Regalado M, Sareen, H, Inkelas M, et al. Parents’ Discipline of Young Children: Results From the National Survey of Early Child hood Health. Pediatrics 2004;113:1952-8.
Parenting Attitudes and Infant Spanking: The Influen ce of Childhood Experiences. Pediatrics 2009;124:e278-e286.

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Prevenire o rispondere a un cattivo comportamento

Costantino Panza*, Antonella Brunelli**, Stefania Manetti***
*Pediatra di famiglia, Parma; **Direttore Distretto ASL Cesena, ACP Romagna; ***Pediatra di famiglia, ACP Campania

Un bambino che si comporta male mette a dura prova i suoi genitori e spesso bisogna prendere dei provvedimenti proprio quando si è arrabbiati e agitati. Ognuno di noi ha poi idee abbastanza diverse su quello che considera un buono o un cattivo comportamento. Per alcuni un bambino che crea tanto disordine nella sua stanza si comporta in maniera adeguata, per altri genitori invece questo può essere un comportamento non accettabile. In questo caso sono le regole che cambiano in base alle famiglie. Alcuni sono genitori più permissivi, altri meno, alcuni più pazienti altri meno, e questo dipende dal fatto che ognuno ha una suo modo di vedere, pensare, essere come persona; quindi è meglio stabilire ognuno le proprie regole. Ci sono momenti in cui nulla di tutto quello che si cerca  di fare sembra funzionare.

Cosa fare in questi casi?

Un buon suggerimento è quello di contare fino a dieci, o pensare a qualcos’altro, in altre parole per 1-2 minuti far sedimentare l’accaduto e poi passare all’azione. Per prima cosa chiedersi se il tuo bambino ha fatto realmente qualcosa di non accettabile per cui è necessario intervenire. Chiedersi poi se il cattivo comportamento sia reale, cioè se il tuo bambino si è veramente comportato male in base alle regole che tu gli hai dato o se il suo comportamento potrebbe essere da te ignorato ma ha provocato reazioni non positive nelle altre persone presenti. Chiedersi poi se il comportamento non possa essere stato causato da qualcosa di specifico, spesso è così, e in questo caso è sempre bene capire la causa per poter intervenire meglio, Chiedersi poi se un cattivo comportamento non sia stato provocato  da te stesso: se per esempio, pur di far mangiare il tuo bimbo gli prometti caramelle o biscotti è possibile che ogni volta che lui si trova in questa situazione urli e strepiti  per ottenere quello che in momenti simili gli è stato dato. Qualsiasi comportamento hai deciso di adottare come genitore per correggere un comportamento non buono del tuo bambino bisogna portarlo avanti per un po’ di tempo, nulla funziona in pochi giorni, e essere in due, mamma e papà a lavorare insieme sul cambiamento è sicuramente meglio e meno stancante. Spesso, specie con i bimbi più piccini, non devi aspettarti una discussione, ciò non vuole dire però che non è necessario parlare con loro, solo che non ti devi aspettare da parte loro che il discorso continui. Non è facile! Quando il tuo bambino si comporta male con ostinazione più volte, specie se si è stanchi dopo una giornata dura, non è facile mantenere il controllo e la calma. Se si perde la pazienza abbiamo il diritto di esternare la nostra rabbia ricordandoci che stiamo esprimendo un sentimento rivolto ad una situazione e non verso il bambino. Se perdiamo il controllo in questi momenti, dovremo chiedere scusa al bambino.  

Cosa non fare? 

Se sculacci il tuo bambino spesso il cattivo comportamento si interrompe ma dopo poco riprende. Sculacciare non serve a imparare a comportarsi meglio e spesso i bambini che vengono picchiati imparano a picchiare specie i più piccoli di loro e ad adottare questo comportamento in futuro, da grandi, perché è un modo di fare che imparano dai genitori.  

Suggerimenti pratici. 

Nessuno conosce meglio di un genitore il suo bambino, impariamo quindi con calma a capire quali sono quelle situazioni che possono provocare in lui un comportamento non buono o rischioso: se per esempio sappiamo che la sera è il momento peggiore della giornata perché è molto stanco e irritabile cerchiamo di creare un ambiente rilassato e tranquillo, di fare con lui cose piacevoli come leggere un libro, un gioco calmo e piacevole… Questo aiuta a non trovarsi in situazioni difficili in cui bisogna reagire subito e in modo improvviso! Cerca nei limiti del possibile, specialmente quando il tuo bimbo è piccolo e comincia però ad esplorare, di creare in casa delle zone tranquille, senza troppi oggetti che si possono rompere, senza pericoli in modo che lui possa esplorare senza timore. Se per esempio il tuo bimbo è seriamente e totalmente impegnato in un gioco dagli un po’ di tempo prima di cambiare quello che sta facendo, proviamo a dare qualche preavviso: “…tra 5 minuti dobbiamo fare questa cosa….” Quando la situazione sta precipitando e te ne accorgi in tempo cerca una distrazione, una attività diversa che può essere altrettanto piacevole e più indicata oppure se la situazione è critica cerca di dedicarti completamente a lui per qualche minuto. Parla con lui anche se è piccolo, i bambini hanno bisogno di parole e di sapere perché si sono comportati male, in maniera comprensibile senza troppi discorsi; ricorda che il tono della tua voce è importante. Se sei arrabbiato/a per un cattivo comportamento è bene dirlo, spiega al tuo bimbo cosa ti ha ferito e come ti senti, questo lo aiuta a capire il sentimento degli altri! Cerca sempre di non dare giudizi negativi sul tuo bambino: “sei sempre stato un bambino stupido e cattivo…”, arrabbiati per quello che ha fatto ma non esprimere giudizi negativi sulla persona! Questo serve a fare in modo che lui abbia stima in se stesso diventando più sicuro di se. Ascolta il tuo  bambino che si comporta male, permetti a lui/lei di esprimere i suoi sentimenti, è un modo per capire meglio il suo malessere. I bambini hanno bisogno di amore incondizionato da parte dei genitori. È importante chiarire che sebbene un comportamento negativo è inappropriato e non sarà permesso, essi saranno sempre amati. Così come lo rimproveri se si comporta male, va ricompensato se si comporta bene sottolineando che sei molto contento di questo comportamento, abbracciandolo e reagendo in maniera molto positiva. Ricompensa il tuo bambino se si comporta bene per esempio esprimendo gioia per il suo comportamento e premiandolo per esempio preparando, meglio se insieme, per lui un dolcetto a merenda. Il tuo  bambino dovrebbe partecipare alle discussioni familiari quando si parla di regole e di comportamenti in tal modo impara a rispettare il ruolo che tu hai come genitore. L’empatia, ossia la capacità di comprendere quello che il nostro bambino sta provando, è una qualità che i genitori non dovrebbero  mai lasciarsi sfuggire quando stanno con il loro bambini. Ogni bambino ha un suo ben definito carattere. È normale quindi comportarsi diversamente con un figlio rispetto ad un altro perché ciò che può andare bene per uno potrebbe non funzionare con l’altro. Ma se sei in difficoltà, in un momento critico e difficile, e pensi di non farcela, cerca di non perdere il controllo e parla con qualcuno, come il pediatra, che ti può dare dei buoni consigli.  

Fonti Bibliografiche

American Academy of Pediatrics Committee on Pyschosocial Aspects of Child and Family Health. Guidance for effective discipline. Pediatrics 1998;101:723–7.

Ateah CA, Secco L, Woodgate RL. The Risk and Alternatives to Physical Punishment Use With Children. J Pediatr Health Care 2003; 17: 126-132.

Department of Health.  Birth to Five.  NHS 2009. Disponibile su:  http://www.dh.gov.uk/dr_consum_dh/groups/dh_digitalassets/documents/digitalasset/dh_107668.pdf  

 

Quaderni acp 2011; 18(1): 34